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Pomarancio, lavoratori verso le vie legali

Pomarancio, lavoratori verso le vie legali

Interrotte le trattative tra proprietà ed ex dipendenti per gli arretrati. Cgil: «Intervenga il Comune». Il sindaco: «Non posso»

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POMARANCE. Il caso “Il Pomarancio” superato il punto di non ritorno. Tra ex dipendenti e il loro vecchio datore di lavoro la trattativa, infatti, è interrotta. «Le trattative con il titolare della società La Costanza Srl, sono finite. Ad oggi non ha firmato nessun tipo di accordo, e i lavoratori interessati devono avere sempre circa 20mila euro complessivamente. Il gestore dopo un lungo temporeggiamento si è di fatto sottratto dall'effettuare una proposta ai lavoratori per sanare le pendenze. La situazione che si è determinata riconferma infatti, ancora una volta, l'inaffidabilità di questo imprenditore che tutt’oggi gestisce la struttura di proprietà del comune di Pomarance» affermano dal sindacato.

Da un lato ci sono sei ex dipendenti, dimissionari da aprile per giusta causa, che sono in attesa di retribuzioni arretrate. Dall’altro l’azienda, La Costanza, che non concorda con i metodi di pagamento ipotizzati dai lavoratori. Nel mezzo, una cifra che si aggira intorno ai ventimila euro complessivi. Dei sei lavoratori che dalla scorsa primavera hanno deciso di dimettersi, la società che gestisce la struttura alberghiera di proprietà comunale, cinque hanno conferito mandato alla Cgil di rappresentarli. La sesta, Tania Umorova, ha, invece, deciso di agire per conto proprio, organizzando una protesta pacifica allo scopo di far valere i propri diritti. «Andrò all’hotel, con le buste paga di stipendi non percepiti in mano, ogni giorno – ha spiegato più volte Tania - perché vorrei le mie mensilità arretrate, febbraio, marzo, aprile e la liquidazione, quello che mi spetta».

Dalla metà di maggio era stato aperto un tavolo per le trattative, ma da allora nulla di concreto si è mosso. «Il prossimo e unico passo che possono fare i lavoratori è rivolgersi ad un avvocato, proprio o del sindacato – spiegano ancora dalla Cgil – e presentare un ricorso al giudice del lavoro». Una questione di mesi, forse anni. «Alla fine, se la ditta non pagasse, si otterrebbe il fallimento della ditta stessa col Tfr e le ultime tre buste paga, anche se non per intero che verrebbero pagatedall'Inps, con soldi pubblici - sottolineano dal sindacato - Essendo la ditta una srl risponde dei propri debiti solo con il capitale sociale, naturalmente già azzerato dai debiti complessivi che la gestione ha prodotto».

E ancora. «Con l'azione intrapresa dai lavoratori, il comune di Pomarance ha incassato immediatamente circa 30mila euro di affitti arretrati, adesso mentre ai lavoratori toccherà seguire le vie legali. Auspichiamo che l’amministrazione comunale rifletta su come recuperare immagine e ruolo di quella struttura sul territorio. E a questo proposito chiederemo un incontro» rimarca il sindacato.

«Il mio ruolo m’impone di garantire gli interessi del Comune, e a livello morale gli interessi delle persone, ma non possiamo fare azioni coercitive. Posso fare azioni sulla gestione - spiega il sindaco di Pomarance Loris Martignoni – so che ci sono difficoltà. Ci è stato chiesto un incontro dalla stessa società e ci incontreremo, per rivedere anche i termini della gestione. Ma non posso mettere a rischio gli impegni e la solvibilità del Comune per una condizione che non spetta a noi risolvere. Non posso scegliere di non riscuotere l’affitto perché vengano pagati gli stipendi. Questo causerebbe un danno per il Comune che la Corte dei conti richiederebbe agli amministratori».

Gianni Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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