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perquisizioni domiciliari

Pedopornografia, nei guai conducente di autobus

Pedopornografia, nei guai conducente di autobus

PONTEDERA. C’è anche un conducente di autobus, residente in Valdera, di circa 50 anni, tra le persone indagate nell’ambito di un’inchiesta contro la pedofilia on line, partita da Catania. Due...

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PONTEDERA. C’è anche un conducente di autobus, residente in Valdera, di circa 50 anni, tra le persone indagate nell’ambito di un’inchiesta contro la pedofilia on line, partita da Catania.

Due persone sono state arrestate e decine di altre sono indagate nell’operazione eseguita dalla polizia postale italiana e da quella tedesca. La Procura di Catania ha disposto perquisizioni domiciliari in diverse città d'Italia, a carico di 34 soggetti accusati di avere scaricato e diffuso su internet video di pornografia minorile, con abusi sessuali e anche torture su bambini di pochi anni. Gli arresti dell'operazione, che la polizia chiama"eDonkey2000", sono stati effettuati a Milano, dov'è stato fermato un uomo di 63 anni, e a Bologna, per un uomo di 43 anni. I due erano in possesso di materiale pedopornografico.

Le perquisizioni sono state eseguite in varie città d’Italia. La polizia postale di Pisa è arrivata a casa del conducente di autobus granturismo - tra l’altro non è il primo a finire nei guai per lo stesso reato - di prima mattina. Anche a casa del 50nne sono stati sequestrati oltre al computer dell’uomo diversi materiali che la polizia postale ritiene utili alle indagini. Materiale pedopornografico, anche computer, hard disk, pen drive e supporti ottici. Secondo quanto accertato, gli indagati utilizzavao il programma peer-to-peer "eDonkey2000" per caricare e diffondere via Internet video di pornografia minorile con abusi sessuali nei confronti di bambini spesso di pochi anni, che venivano anche sottoposti a torture con pratiche sessuali di sconcertante sadismo. La polizia tedesca, con la quale da anni la polizia postale ha una stretta collaborazione, ha condiviso con le autorità italiane i dati che hanno permesso di identificare gli indagati. Le indagini sono state coordinate del Centro nazionale di contrasto della pedopornografia on line (Cncpo) di Roma.(s.c.)

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