Finanza
Pressione fiscale invariata e zero margini di manovra
Bilancio di Buti ingessato per i 465mila euro da versare al fondo di solidarietà Il sindaco: «Tributi uniche entrate, inalterati i servizi per famiglie e fasce deboli»
BUTI. Dopo i tagli arriva anche la stangata. Come tutti gli altri, anche il Comune di Buti deve fare i conti con i mancati trasferimenti dal governo centrale nell'approvazione del bilancio votata durante il consiglio comunale di martedì sera. Dicevamo dei tagli: dal 2009 al 2013 in piazza Danielli si è dovuto fare a meno di 1 milione e 300mila euro complessivi. Nel 2014 invece è «un vero e proprio prelievo», come lo definisce il sindaco Alessio Lari, a gravare sulle casse del Comune, costretto a versare 465mila euro per il contributo al fondo di solidarietà nazionale.
Taglio trasversale. «Almeno prima si usavano criteri di perequazione per i trasferimenti dagli enti locali al governo – dice il primo cittadino – mentre ora siamo di fronte a un taglio trasversale, che colpisce tutti indistintamente e non tiene conto dei comuni virtuosi. Serve una riflessione sul prelievo fiscale che viene fatto sui territori, su questo punto a Buti maggioranza e opposizione sono d'accordo».
Ci rimettono i cittadini. E a rimetterci sono ancora i cittadini. «Certo, con 465mila euro in più da mettere a bilancio avremmo potuto destinarne una parte per gli aiuti alle famiglie, alle imprese, o per i servizi e le manutenzioni. Invece così diventa impossibile abbassare la pressione fiscale, senza contare che abbiamo un territorio difficile da mantenere, dove le voci in entrata sono fortemente limitate».
Servizi inalterati. Dall'approvazione del bilancio comunque emergono anche aspetti positivi. «Abbiamo mantenuto inalterati i servizi per le famiglie e le fasce deboli – spiega Lari – senza aumentare le tariffe per gli adeguamenti Istat. Gli asili nido, le scuole e il sociale restano al centro del programma. È un bilancio che vede dei passi avanti sulla sobrietà e la razionalizzazione dei costi, oltre che sul progressivo abbattimento del debito. Per quest'anno siamo riusciti a non contrarre altri mutui e lo ritengo un buon risultato».
Bilancio ingessato. Anche l'assessore al bilancio Paola Spigai analizza i conti dell'amministrazione butese. «Ci troviamo di fronte a un bilancio ingessato, con pochissimi margini di manovra. Le entrate principali arrivano per forza dai tributi, se si esclude qualche finanziamento della Regione per progetti specifici. Possiamo solo gestire al meglio le risorse che abbiamo, cercando di non aumentare i servizi a domanda individuale e monitorando la spesa corrente».
Tagli spalmati. Sulle voci da tagliare il Comune ha cercato una soluzione omogenea. «Abbiamo cercato di spalmare i tagli su ogni singolo capitolo, senza colpire uno o più settori in particolare». Senza contare il gettito dell'Imu parzialmente ridotto dal contributo per il fondo di solidarietà. «Il gettito previsto era di circa 1 milione e 700mila euro, ma a causa dei 465mila da versare allo Stato si è ridotto di un quarto. Per un piccolo Comune come il nostro è una cifra importantissima».
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