Toscana
Parco degli sport estremi: contatti con gli investitori
In visita a Larderello i titolari della Leo23, la società che ha presentato il piano Con loro un imprenditore inglese (in elicottero) che potrebbe finanziare l’affare
LARDERELLO. «Si è trattato di un colloquio preliminare in cui abbiamo avuto la conferma che il progetto sta andando avanti».
Il progetto di cui parla il sindaco Loris Martignoni riguarda il mega parco degli sport estremi. Un’idea che per sua stessa ammissione «potrebbe cambiare il volto della val di Cecina» e dall’investimento finale, anch’esso estremo: 30 milioni di euro tondi. Serviranno per volare protetti da una cupola di vetro, per fare surf e arrampicate varie nella cittadina della geotermia.
Di certo, non sono passati inosservati i dirigenti della Leo23 la società che vorrebbe costruire il parco a Larderello. Infatti, sono atterrati due giorni fa al campo sportivo. Ma a destare più curiosità era il loro compagno di viaggio, un uomo inglese, distinto, elegante.
La comitiva ha incontrato il sindaco «l’uomo inglese non lo conoscevo di persona - dice Martignoni - diciamo che non si tratta di una celebrità. Il fatto positivo, però, è che pare intenzionato ad una partnership con la Leo23 per il finanziare il parco a tema. In queste settimane abbiamo avuto già diversi incontri».
Nelle riunioni è venuta fuori proprio la necessità di trovare nuovi investitoti da coinvolgere in un progetto tanto affascinante quanto oneroso.
«L’idea vincente c’è, la Leo23 ha vinto un bando pubblico - continua Martigoni - ma ora servono i soldi per portare questo skywind a Larderello».
Sebbene il parco costi 30 milioni si conterebbe di realizzarlo in vari step per valutare con tranquillità le capacità e il bacino di utenza che riuscirebbe ad attirare in val di Cecina.
Tra il 2013 e i primi mesi dell’anno ci sono stati molti contatti con la Leo23 da parte del Comune e addirittura viaggi in Inghilterra per valutare con attenzione come opera questa sorta di tunnel del vento, quale sia l’indotto economico, turistico e occupazionale in grado di catalizzare.
Il bando pubblico per il parco a Larderello è scaduto nel marzo scorso. La struttura non esiste ancora ma ha già un nome: si dovrebbe chiamare “Leo Parkfly” ed esiste già una brochure che lo descrive.
«L'idea nasce da un gruppo di atleti paracadutisti - si legge nel foglietto - che sono hanno provato un simulatore per la formazione e hanno iniziato a pensare come e dove si possono realizzare qualcosa di simile in Toscana. Dopo qualche riflessione il gruppo ha cominciato a ipotizzare la costruzione di un simulatore in Toscana creando un gruppo di vari professionisti. Sono stati contattati esperti di vari sport nazionali e internazionali, la federazione nazionale del paracadutismo, i ministeri competenti, la caserma paracadutista in Toscana che ospita 11mila paracadutisti militari con brevetto verificare».
Rino Bucci
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