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La prima villetta in canapa e calce

La prima villetta in canapa e calce

È in costruzione nella campagna di Cascina ed è stata commissionata dall’assessore al bilancio Paola Baglini

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CASCINA. Tecnicamente è una casa passiva. Ma i materiali con cui è costruita potrebbero rivelarsi particolarmente attivi per l’edilizia del futuro. E per la prima volta sbarcano in Toscana. Al civico 48 di via San Rocco, a San Prospero, dove sta sorgendo una villetta di 160 metri quadri realizzata in “natural beton”. Un biocomposto di canapa e calce prodotto dalla Equilibrium Srl e proposto da Canapacalce Srl. Due materiali così diversi, ma in grado di formare una sintesi perfetta per questa nuova frontiera della bioedilizia. «Anche se in realtà si può parlare di neoedilizia – spiega il titolare di Canapacalce Massimiliano Vincentini – perché è una scelta all’insegna della sostenibilità e del risparmio energetico. Un nuovo modo di vivere e di abitare». Il pioniere della nuova frontiera edile è l’assessore al bilancio del comune di Cascina Paola Baglini, che a fine estate avrà la nuova casa un canapa e calce, progettata dallo studio di architetti associati “Qui Quo Qua” (Fabrizio Reali, Ranieri, Picchi e Michele Pacini) e realizzata da Indino Costruttori di Giorgio Indino, mentre la struttura in legno è progettata dall’ingegnere Giuseppe Salamone. Il cantiere è allestito da 18 giorni e da ieri è aperto al pubblico. Tra i punti di forza del Natural Beton infatti ci sono proprio i tempi rapidi di consegna. «Dopo aver realizzato le fondamenta in cemento e la struttura in legno non resta che applicare il Natural Beton – assicura Vincentini – entro il 9 agosto completeremo l’intonaco in calce e il tetto e per settembre sarà tutto pronto». Ma i benefici della nuova miscela non finiscono qui. «È una casa anti-inquinamento, perché anziché produrre Co2 la immagazzina, sottraendola all’ambiente. Ogni metro cubo di canapa e calce ingloba 6.600 kg di Co2. Inoltre la canapa è efficace contro la formazione della muffa, grazie al muro idroscopico spesso 36 cm che risucchia l’umidità». Non c’è nemmeno bisogno di condizionatori e impianti di riscaldamento. «Nella casa si crea un sistema di ventilazione controllata funzionante 24 ore su 24, che introduce aria pulita e contribuisce allo scambio di calore. Per l’acqua calda invece ci sono i pannelli solari termici e per l’energia elettrica dei piccoli pannelli fotovoltaici. L’impatto energetico è bassissimo e si stima un consumo di 88 euro l’anno. Basta pensare che la casa si riscalda con 1600 watt, l’equivalente di due phon per capelli». Ma i vantaggi arriveranno anche sul lungo periodo. «I costi di realizzazione sono più o meno come quelli di una casa normale, ma i tempi di realizzazione si riducono notevolmente. Grazie all’apposito macchinario si possono coprire circa 110 metri quadri di muro al giorno. Poi col passare degli anni la struttura diventa sempre più resistente. La calce infatti si mineralizza a contatto con la canapa e diventa un materiale solidissimo. Inoltre è completamente riciclabile e riutilizzabile, i nostri figli non dovranno preoccuparsi di smaltire il materiale. Della canapa calce non si butta via niente e anche se si volessero fare lavori di ristrutturazione alla casa i tempi sarebbero più brevi rispetto a una struttura in cemento armato».

Lorenzo Lazzerini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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