Il Tirreno

Pontedera

Cittadini fai da te contro gli allagamenti

di Tommaso Silvi
Cittadini fai da te contro gli allagamenti

Stanchi dei danni per i temporali, a La Borra i residenti si mobilitano e si puliscono autonomamente le fognature

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PONTEDERA. Ogni volta che la pioggia si infrange sui loro tetti il sonno si interrompe. Le palpebre si dischiudono e gli occhi sbirciano immediatamente fuori dalla finestra. La speranza è quella di non assistere nuovamente alla visita a sorpresa di uno sgradito ospite: l’acqua. Che filtra dalle pareti, si accumula nel giardino, rende impraticabile il garage e addirittura in alcuni casi danneggia irreparabilmente gli elettrodomestici. In un’estate che assomiglia sempre di più a un corposo antipasto d’autunno le notti degli abitanti della frazione de La Borra si popolano di incubi e paure. Il 22 luglio è un ricordo ancora fresco. Chi ha dovuto liberare il proprio scooter da più di mezzo metro d’acqua ha ancora ben impresso nella mente il rumore dei passi mossi nella melma. È proprio nelle situazioni più critiche però che vengono prese decisioni drastiche. Come quella dei cittadini di via dei Ciliegi. «Dopo aver passato una giornata intera a salvare tutto quello che non era stato danneggiato dall’acqua abbiamo fatto una sorta di ispezione nelle nostre fognature. Già a occhio nudo era visibile lo stato indecoroso dei canali di scolo». Ma dopo aver alzato la grata di ferro è arrivata la triste scoperta. «Il tubo che dovrebbe raccogliere l’acqua piovana all’interno della fogna – continua nel racconto Leonardo Mattii, residente a La Borra – era ricoperto da 40 centimetri di fango». Pala in una mano e secchio nell’altra. Non c’è più tempo per aspettare l’intervento degli organi competenti. «Ci siamo messi all’opera e abbiamo rimosso tutto lo sporco che ostruiva il tubo per la raccolta dell’acqua. Era l’unica soluzione possibile per far sì che non si ripetessero più disagi dopo gli acquazzoni». Chinati l’uno accanto all’altro con il braccio interamente infilato nella fogna. E a ogni manata di fango i commenti si accavallano. «Menomale ci siamo mobilitati. Altrimenti a ogni temporale sarebbe stato un inferno». E ancora «Possibile che nessuno si sia mai accorto della nostra situazione? È dal 2012 che facciamo i conti con gli allagamenti». All’intervento di pulizia dei cittadini, avvenuto venerdì, ha fatto seguito il nubifragio di domenica mattina. Tuoni e fulmini hanno fatto capolino in Valdera alle prime luci dell’alba e per mezz’ora la pioggia è caduta incessantemente. Esame superato. La Borra finalmente non si è trasformata in uno stagno. «Quando abbiamo sentito i primi tuoni siamo scesi tutti in strada – racconta Riccardo Signorini, anche lui abitante dell’agglomerato di case alle porte di Pontedera – per verificare la capacità recettiva delle fogne che avevamo pulito due giorni prima. L’acqua scendeva tranquillamente e i nostri garage sono rimasti all’asciutto». Intervento riuscito. Una mattina di sforzi, tra mani sporche e cattivi odori, è valsa la salvezza degli scantinati. A questo punto il grido dei diretti interessati si alza ancora più forte. «La nostra rete fognaria è vecchia – spiega Signorini – progettata per far fronte a un numero di persone di molto minore a coloro che oggi abitano a La Borra. Urgono lavori di adeguamento, non possiamo continuare a pensarci da soli».

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