Il Tirreno

Pontedera

Tutti contro il progetto Mazzolla

di Gianni Bianchi

Una società vuol trovare acqua calda per farne energia a Pomarance. Comune e opposizione contrari

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POMARANCE. Progetto “Mazzolla”. Cioè pozzi esplorativi lungo il fiume Cecina, al’interno del territorio comunale di Pomarance. In pratica maxi buche di oltre due chilometri di diametro in un terreno alle porte dalla riserva naturale di Berignone. Scopo, trovare acqua calda o vapore per realizzare energia. Profondità, appunto, circa 2300 metri. Il tutto targato Gesto Geothermal Italy Srl, branchia italiana della portoghese Gesto Energy. Attualmente la “patata bollente”, data l’alta temperatura dell’acqua nel sottosuolo da trovare di circa 200 gradi, è nelle mani della Regione. L’ente di Firenze, infatti, deve ancora decidere se concedere o meno l’autorizzazione. E il tema però suscita dibattito tra le forze politiche del consiglio comunale di Pomarance.

La diatriba politica. «Al termine della scorsa legislatura è emersa la problematica relativa al permesso di esplorazione dei terreni localizzati a fianco del fiume Cecina. Il sindaco aveva dichiarato la volontà di presentare osservazioni alla Regione Toscana contro questa localizzazione ed in Consiglio Comunale, su nostra sollecitazione, la volontà di presentare una osservazione tecnica per contrastare questa iniziativa» dichiara Sinistra Democratica, e chiede se le osservazioni in questione siano state presentate. «Nei tempi previsti ci eravamo espressi in termini critici - afferma il sindaco del comune geotermico Loris Martignoni – evidenziando una serie di difficoltà, sia dal punto di vista paesaggistico che ambientale, tant’è vero che sul nostro parere la Regione aveva richiesto altra documentazione alla ditta che evidentemente non aveva tenuto conto di elementi particolari che esistevano sul territorio, e in sostanza avevamo riserve sull’intero progetto e alla possibilità per altro che quei pozzi abbiano successo».

Le 17 osservazioni. Sono state presentate diciassette osservazioni presso gli uffici della regione Toscana in relazione al progetto presentato da Gesto, sia da associazioni e comitati che da privati cittadini, tutte molto critiche nei confronti del piano della società portoghese. Tutte volte a spingere la Regione verso un parere negativo. A queste, si è aggiunto il parere tecnico del Comune di Pomarance, espresso attraverso il servizio associato competente dell’Unione Montana Alta Valdicecina. Nella relazione dei tecnici dell’Unione si ricorda, tra le molte cose, che nelle immediate vicinanze del punto in cui dovrebbero essere fatti i pozzi potrebbe sorgere una cava, la più volte contestata cava di Sant’Emilia su cui pende anche un ricorso al Tar, nondimeno insiste l’ipotetico se pur stagnante progetto per l’invaso di Puretta.

Vicini al Masso delle Fanciulle. Tutto questo tralasciando il fatto che ci troviamo a pochi passi dallo splendido scenario del Masso delle Fanciulle e dalla riserva naturale di Berignone. «Al di là dei pareri tecnico – sottolinea Martignoni – a livello politico non siamo affatto favorevoli al progetto, tuttavia sarà la Regione a decidere, ciò detto che non siamo d’accordo glielo abbiamo voluto dire».

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