Sicurezza
Nuovo esposto per i vandali di San Matteo
Le famiglie esasperate per gli schiamazzi scrivono a Comune, forze dell’ordine e procura. Intanto c’è chi vive all’Orto
CASTELFRANCO DI SOTTO. La parola più ricorrente è “esasperazione”. Un misto di stress e rabbia che si scontra con una sensazione di “abbandono”, di «disinteresse – dicono i residenti – verso un problema che in tanti avevano dichiarato di voler affrontare, per poi essere dimenticato all’indomani delle elezioni». È il messaggio che trapela dall’ennesimo esposto firmato dai “residenti dell’Orto di San Matteo”, alle forze dell’ordine, all’amministrazione comunale e alla procura. Un esposto che ripercorre i disagi, ormai ben noti, denunciati dalle famiglie che vivono a pochi passi dai giardini e nelle strade adiacenti del centro storico. Disagi per i quali si torna a reclamare maggiori controlli e l’accensione delle telecamere, «costate tantissimi soldi – si legge nel documento – e finora inutilizzate».
Notti insonni. Una questione, quella dell’Orto di San Matteo, che si trascina da anni, e che con l’arrivo dell’estate accompagna le notti, spesso insonni, di chi vive a pochi passi dai giardini, con il pallone che continua a risuonare anche in piena notte, condito da urla, bestemmie, offese e minacce contro chi si azzarda a protestare, in una piazza che i residenti definiscono «in ostaggio, non solo da parte di gruppi di ragazzi – precisano - ma anche di qualche adulto». Giovani e meno giovani, molti di origine straniera, che solo poche sere fa hanno costretto i carabinieri ad intervenire su richiesta di una famiglia. A spaventare gli abitanti le minacce, che spesso diventano ritorsioni contro automobili e abitazioni. «I disagi iniziano verso le 18 – si legge nell’esposto – e diventano insostenibili fino alle 2 o le 3 di notte. Nessuno si è ancora fatto carico di risolvere il problema, e così la confusione va peggiorando di ora in ora, così come aumentano i danni alle auto e alle abitazioni».
Il fontanello. L’ultima novità, a detta degli abitanti, sarebbe quella di utilizzare i giardini come una sorta di campeggio, con persone che trascorrono sul posto intere giornate, talvolta anche le notti, usando i cespugli come bagni pubblici e il fontanello come lavabo. «Siamo certi che non sia stata una bella idea localizzarlo lì – si legge ancora – dove viene usato per ogni scopo possibile. E se ci affacciamo per fermarli ci becchiamo offese irripetibili. Ma a noi chi ci tutela? I nostri amministratori fanno finta di niente, dimenticando le promesse della campagna elettorale, come quella del controllo a piedi dei vigili: sarà stato fatto un giorno, al massimo due».
Le telecamere. «Ci chiediamo – scrivono ancora i residenti – perché il sindaco non faccia un’ordinanza che stabilisca un controllo per emergenza. Tra poco, invece, riparte la sagra ad Orentano e le risposte dei vigili saranno quelle dello scorso anno. Chiediamo che le telecamere vengano accese: sono costate tanti soldi e in questo caso sarebbero necessarie. Perché si ha paura ad accenderle? Perché si permette una violenza così palese senza intervenire». E aggiungono: «La verità è che il clima è infuocato, e non sappiamo più da quante notti non ci riposiamo prima delle 2 o le 3. Ci auguriamo che qualora esasperati perdessimo il controllo, tutti chiudano gli occhi come stanno facendo ora».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
