Sicurezza
Protestano i sindacati: presidio davanti a Ikea per i facchini licenziati
PISA. Giornata di mobilitazione nazionale in favore dei ventiquattro facchini licenziati nella sede piacentina dell’Ikea, tutti dipendenti di una cooperativa appaltante dalla multinazionale svedese....
PISA. Giornata di mobilitazione nazionale in favore dei ventiquattro facchini licenziati nella sede piacentina dell’Ikea, tutti dipendenti di una cooperativa appaltante dalla multinazionale svedese. L’ingresso principale del megastore pisano è stato il punto d’incontro per i rappresentanti di SICobas Pisa e Versilia, i lavoratori, precari, disoccupati, i rappresentanti di Newroz e gli immigrati che hanno solidarizzato con i lavoratori di Piacenza, chiedendone ad alta voce il reintegro.
I partecipanti al presidio hanno puntato il dito contro lo sfruttamento dei lavoratori (per lo più migranti) impiegati nel settore della logistica, dominato da passaggi da una cooperativa all’altra.
«I carichi di lavoro – si legge nel comunicato diffuso durante il sit in - sono impossibili, senza il rispetto di nessuna tutela legale o contrattuale per i lavoratori. Tuttavia la determinazione e la compattezza dei lavoratori della logistica sono riuscite a strappare in più di un’occasione, condizioni più sopportabili».
Secondo i rappresentanti dei Cobas, nella maggior parte dei casi, queste cooperative applicherebbero contratti irregolari: «Una vera e propria filiera di precarietà e di sfruttamento: i contratti più utilizzati sono gli Unci, molto usati nelle regioni del Nord Est. Gli stessi che le maggiori organizzazioni sindacali, CGIL, Cisl, Uil, giudicano contratti farsa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
