Il Tirreno

Pontedera

Violenze sessuali su una ragazzina

di Sabrina Chiellini
Violenze sessuali su una ragazzina

Professionista della Valdera accusato di aver molestato la figlia tredicenne di una coppia di amici. Indagini della polizia

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Un professionista di 62 anni, residente in un comune della Valdera, da alcuni mesi è indagato per il reato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una bambina di 13 anni, figlia di una coppia di amici che l’uomo frequentava anche per ragioni di lavoro. L’uomo, nel pomeriggio di ieri, è stato sentito dal personale del commissariato di Pontedera che si occupa della complessa indagine.

L’indagato, che respinge ogni accusa, ha chiesto di essere sentito su tutta la vicenda iniziata in seguito ad una segnalazione degli insegnanti della ragazzina e successivamente dei servizi sociali.

I primi atti di un’indagine complessa, ora affidata alla dottoressa Flavia Alemi, risalgono allo scorso ottobre.

Gli insegnanti della tredicenne, che spesso la sera segue i genitori quando sono impegnati sul lavoro, avevano segnalato strani atteggiamenti dell’alunna che spesso non riusciva a seguire le lezioni per mancanza di concentrazione e perché, come aveva poi raccontato, era stanca. Dormiva poco la notte poiché seguiva i genitori, inoltre incontrava spesso un loro amico, il professionista oggi indagato. Incontri con la bambina e una serie di colloqui avrebbero portato alla luce la storia delle presunte “attenzioni” dell’uomo nei confronti della minorenne, poi finita al centro di una denuncia presentata dai genitori e su cui ora Procura di Pisa e commissariato di Pontedera stanno cercando di fare luce.

In sostanza, nella querela si sostiene che l’uomo in più occasioni avrebbe molestato la tredicenne, palpeggiandola nelle parti intime al fine di ottenere una prestazione sessuale. Ovviamente, la ragazzina è stata sentita con tutte le precauzioni del caso, vista la sua età. E ora anche l’uomo - che ha chiesto di poter rendere dichiarazioni spontanee - ha potuto raccontare del rapporto di conoscenza che lo lega ai genitori della tredicenne e di come l’abbia più volte incontrata ma sempre in presenza di testimoni (sono già state sentite una ventina di persone) e mai in situazioni di ambiguità.

Anche se il caso è seguito dal commissariato di polizia, nell’aprile scorso, sono stati i carabinieri, su richiesta del dottor Aldo Mantovani, pubblico ministero della Procura della Repubblica di Pisa, ad effettuare una perquisizione a casa del professionista e nell’azienda dove lavora. Qui sono stati sequestrati il computer dell’uomo e il suo telefono cellulare, anche perché la bambina avrebbe detto di avere visto immagini pornografiche sul suo telefono cellulare.

Gli strumenti sequestrati a casa dell’indagato sono già stati al centro di perizie per verificarne il contenuto e cercare di ricostruire le abitudini del sessantenne, oggi convinto di essere al centro di un caso solo costruito per colpirlo e distruggerlo in qualche modo.

L’inchiesta, mantenuta nella massima riservatezza in considerazione anche dell’età della ragazzina coinvolta, ha travolto la sua vita e quella della sua convivente. Anche per questo il professionista ha chiesto di poter fornire la sua versione dei fatti e cercare di smontare le accuse che gli vengono contestate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa