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Pontedera

Montopoli, non è ancora pace tra sindaco e Pd

MONTOPOLI VALDARNO. È un esordio acceso e contrastato quello del nuovo consiglio comunale dell’era Capecchi. Un consiglio riunito giovedì sera che si è protratto fino alle 2 di notte, in una seduta...

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MONTOPOLI VALDARNO. È un esordio acceso e contrastato quello del nuovo consiglio comunale dell’era Capecchi. Un consiglio riunito giovedì sera che si è protratto fino alle 2 di notte, in una seduta che ha fissato prima di tutto le linee guida per le tariffe sui rifiuti, toccando alcuni temi caldi attraverso una serie di interrogazioni, e mettendo in luce i rapporti tutt’altro che pacificati tra sindaco e maggioranza.

L’acconto Tari. In attesa dell’approvazione del bilancio, l’amministrazione ha deciso di fissare la prima rata della Tari, la nuova imposta sui rifiuti, con scadenza al 30 settembre. Entro quella data, si dovrà versare il 25% di quanto pagato lo scorso anno con la vecchia Tares. Dopodiché, una volta approvato il bilancio, la parte rimanente potrà essere versata in 3 rate con scadenza al 30 novembre, 31 gennaio e 31 marzo. «Dato che il termine per l’approvazione del bilancio è stato rinviato a settembre – spiega il sindaco Giovanni Capecchi – avremo l’opportunità di portare la questione tra la gente, in un serie di incontri, e ci sembrava riduttivo farlo adesso in un periodo di ferie. Per questo abbiamo intanto fissato una rata d’acconto basata sulla Tares». Una scelta contestata dalle opposizioni: «Perché il Comune dispone già del Piano tecnico finanziario di Geofor – dice il capogruppo di Progetto Insieme Damiano Carli – e quindi ha già tutti gli strumenti per quantificare la Tari. Crediamo sia un diritto dei cittadini sapere quanto andranno a pagare». «Di fatto non è stata fornita una spiegazione – aggiunge Luca Potì dei Cinque Stelle – Motivare il rinvio delle tariffe con l’assenza del bilancio è una cosa non vera».

Il codice etico. Voto unanime, invece, sull’avvio dell’iter per l’adozione della cosiddetta “Carta di Pisa”, il codice di condotta per gli amministratori locali, che alla fine ha messo tutti d’accordo dopo una correzione della mozione presentata inizialmente dalla maggioranza. Mentre i Cinque Stelle, tuttavia, avrebbero preferito l’adozione immediata, i consiglieri di Progetto Insieme hanno ricordato che il Comune deve anche adeguarsi ai dettami delle legge “anticorruzione” del 2012.

Nomine rinviate. Ma i problemi sono sorti soprattutto con l’ultimo punto, quello relativo ai criteri per la nomina dei rappresentanti del Comune presso enti o istituzioni. Ormai superata l’una di notte, i gruppi d’opposizione hanno chiesto il rinvio, sottolineando che le nomine risultavano in conflitto proprio con la “Carta di Pisa” approvata poche ore prima. Il botta e risposta con il sindaco, che sosteneva la necessità di votare il punto, è stato risolto a sorpresa dal capogruppo Pd Fabio Bartoli, che in linea con la minoranza si è schierato sulla richiesta del rinvio. Pare infatti che alcuni consiglieri di maggioranza avessero minacciato, in caso di voto, di far mancare il proprio appoggio. Un segnale, a detta di molti, dei rapporti ancora non pacificati tra il sindaco e una buona fetta del partito.(g.p.)

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