Il Tirreno

Pontedera

La visita medica te la paga il Comune

di Rino Bucci
La visita medica te la paga il Comune

Con i “Buoni spesa salute” l’amministrazione compartecipa alla spesa sanitaria (dalle analisi agli esami) dei residenti

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BIENTINA. In tempi di crisi anche curarsi diventa un lusso. Neanche due anni fa, un'indagine Istat rivelava che l'11,3 per cento della popolazione nel Centro Italia rinunciava alle visite mediche pur avendone bisogno.

La fotografia dell'istituto di statica raccontava di donne, persone anziane e famiglie monoreddito che saltavano gli appuntamenti con lo specialista per motivi economici e per le liste di attesa troppo lunghe.

«È a questa fascia di popolazione che abbiamo pensato quando è stato messo in cantiere il "Buono spesa salute"», spiega il sindaco di Bientina, Corrado Guidi.

Il primo cittadino ne parla come definendola «un'esperienza innovativa che non abbiamo ancora riscontrato sul tessuto nazionale».

Coupon per la salute. Ma di cosa si tratta? In pratica il Comune si trasforma in una cassa mutua e compartecipa alle spese mediche dei suoi residenti. Un po' come avviene con il più famoso ticket regionale.

Oltre al lavoro del Comune (è stato definito da Veronica Stelitano dell’ufficio affari generali e Evy Cigni del sociale) è servita la disponibilità degli studi specialistici sul territorio e la collaborazione dei medici di base. «Ci stiamo lavorando da quasi un anno», dice Guidi.

La procedura è abbastanza semplice: il primo passaggi avviere davanti al medico di famiglia che deve accertare la necessità dell'esame (si va dall'analisi del sangue alla mammografia). Con l'impegnativa, e certificato Isee alla mano, il cittadino si presenta all'ufficio sociale e lì riceve il coupon spendibile in uno dei quattro studi (sempre nel territorio di Bientina) accreditati.

Benefici. «In un momento di crisi vogliamo dare una risposta ai cittadini che per problemi economici rinunciano a curarsi», spiega Guidi.

Il nuovo ticket comunale porterà, però, altri benefici.

«Ci sarà un risparmio sul trasporto sociale verso centri medici lontani dal Comune - continua il sindaco - e le fasce deboli come gli anziani potranno controllarsi senza essere costrette a pellegrinaggi. I loro familiari non dovranno neanche prendere un giorno di festa dal lavoro».

Altro beneficio riguarda i tempi: il protocollo d'intesa prevede, infatti, che le prestazioni mediche vengano erogate in non più di 48 ore, il che toglie di mezzo il fattore delle liste interminabili.

Fasce Isee. Il contributo di palazzo civico è tarato in base al reddito. Più si ha bisogno, più l'amministrazione contribuisce. Per chi ha un Isee inferiore a 5mila euro il Comune si impegna a pagare il 65 per cento sul costo della prestazione; con un Isee tra 5mila e 7.499 il contributo passa al 50 per cento, nella fascia tra 7.700 e 9.999 diventa del 35 per cento e tra 10mila e 15mila euro si riduce al 20 per cento.

In ogni caso la compartecipazione massima sarà di 100 euro a persona (per un massimo di due volte l'anno) e di 400 euro annue a nucleo familiare.

Solo per fare un esempio chi percepisce meno di 5mila euro l'anno e si deve sottoporre ad un esame da 100 euro spenderà 35 euro. «Il resto sarà sulle nostre spalle», spiega Guidi.

A bilancio. I "Buoni spesa salute" sono già a bilancio. «Esiste già una voce nelle pieghe del nostro bilancio - continua il sindaco - che potrà essere rivista negli assestamenti in corso. Abbiamo deciso di non stanziare una somma definita per non rischiare di accontentare i cittadini per una parte dell'anno e correre il rischio di rimanere senza fondi prima di dicembre».

Scenari. Al momento si tratta di un progetto in evoluzione. «Non escludiamo di poterlo allargare , in accordo con gli altri enti del territorio - chiude il primo cittadino - siamo disponibili. Non vogliamo sostituire la Regione o il sistema sanitario ma garantire un diritto sancito dalla Costituzione».

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