La protesta
Un evento possibile solo con la sintonia di tante persone
L’architetto-regista Alberto Bartalini racconta : «C’è tanta gente comune che permette l’allestimento dello spettacolo»
LAJATICO. Anche nell'edizione 2014 il Teatro del Silenzio ha dato un'ulteriore prova di elevata qualità. Spettacolare scenografia sostenuta da luci sapientemente create e gestite, apparati scenici ricchi di colore e di invenzioni, coreografie perfettamente raccordate con i ritmi musicali e scenici, ogni dettaglio dei costumi attentamente e sapientemente studiato; tutto in simbiosi con l'interpretazione di Andrea Bocelli e di ogni componente il cast.
La convinzione che emana dallo spettacolo è una perfetta unitarietà di ogni tessera del mosaico; unitarietà che fa capo a un'unica mano, quella di Alberto Bartalini. Più di sempre la sua maestria e la sua genialità sono apparse il fil rouge di tutto l'impianto scenico. Una Cavalleria Rusticana nuova, vibrante ma anche un po' ironica, con la comparizione di personaggi inconsueti (il saltimbanco per tutti).
L’unione di tante professionalità. Ma a questa convinzione se ne affianca un'altra, derivata dalla natura stessa dello spettacolo: l'eccellente risultato è anche il frutto di collegialità, di sintonie e di professionalità che si sono intersecate e sono riuscite a entrare in simbiosi; insomma, un'operazione collettiva. Due convinzioni non contrastanti, ma integrate.
Di tutto ciò abbiamo parlato con Alberto Bartalini, direttore artistico del Teatro del Silenzio, dopo che lo abbiamo visto riemergere, sereno, da un improvviso, brevissimo, meritato letargo.
E, in maniera sincera e appassionata, il Direttore artistico ce l'ha confermato: il Teatro del Silenzio non potrebbe esistere se non si avvalesse del concorso di numerose persone con competenze e professionalità diverse. Persone che hanno lavorato con continuità e attaccamento, spesso gratuitamente. Persone comuni che, dietro le quinte hanno contribuito come caterpillar alla riuscita dello spettacolo. Persone a cui Alberto Bartalini esprime la sua profonda gratitudine e verso le quali si scusa per alcuni eccessi e qualche sfuriata dettata dal nervosismo, elemento imprescindibile in occasioni simili.
«Sarebbe difficile - confessa - stabilire un qualche distinguo, sebbene, ovviamente, i singoli contributi si differenzino per quantità e qualità del lavoro; ma tutti sono accomunati da Bartalini in un unico grande abbraccio».
Vittorio Quattrone, titolare di City Sound & Events, azienda che produce il Teatro del Silenzio, e tutti i suoi collaboratori; l'Associazione Teatro del Silenzio, con il Presidente Fabio Tedeschi, tutta l'assemblea, l'esecutivo e tutti coloro che per ogni edizione ne entrano a far parte come collaboratori; la Banca Popolare di Lajatico che fin dal primo giorno sostiene e promuove il Teatro del Silenzio e i F.lli Ripanucci per la disponibilità dell'area. Il Comune di Lajatico. Tutto lo staff Almud e naturalmente, in primis, Andrea e Veronica Bocelli.
Il coinvolgimento del territorio. «Ma - stimola Bartalini - non vorrei limitarmi a quelli, seppur assoluti protagonisti dell'evento. Un elemento di rilevante importanza - è lui che lo afferma, ma è direttamente e facilmente riscontrabile - è il coinvolgimento di tutto il territorio, a partire dalle sue eccellenze; un coinvolgimento che non si limita ai pochi giorni in cui lo spettacolo viene messo su, ma si attua in tutto il corso dell'anno, perché le persone coinvolte sentono nel loro profondo, razionalmente ed emotivamente, il progressivo avvicinarsi dell'evento.Un bacio e un abbraccio forte va al Laboratorio di forme teatrali "Pomarance" diretto da Mario Rossi, che per il terzo anno consecutivo fanno parte dello spettacolo come performers; a Francesca Malacarne, che con il marito Kristian Cellini, ha curato la coreografia dello spettacolo; alle 4 "Parche" che ai lati della scena creavano i fiori con esercitata manualità ( Donatella Ramundo, Giuseppina Capriotti, Giovanna Geri, Nerina Salvadori); al Gruppo Elle ( Maria Laura Galletti, Silvia Bigliotto, Maria Cristina Raco, Moira Quartieri, Anna Ferretti, Rachele Trovatelli, Maurizio Scarselli, Manuel Meini, Antonella Melani e Luisa Forte), per i costumi di scena, trucco e parrucco di tutti gli artisti, preziose e instancabili mani; a Ilaria Bartalini, inimitabile e talora assai critica ispiratrice, oltre che infaticabile factotum, assolutamente indispensabile».
Una macchina complessa. «Ma per renderci conto di quanto complessa sia la macchina scenica di un evento di così mondiale rilievo - confessa Bartalini non più con il sorriso sulle labbra, ma con un piglio severo e autorevole - vanno annoverate e accomunate nei più sentiti ringraziamenti altre persone senza le quali non avremmo saputo superare i numerosi e imprevisti ostacoli: Francesco Dal Canto e la sua squadra per gli arredi di scena; Euroline della famiglia Pasqualetti per la realizzazione di tutti i costumi di coro e orchestra; Don Michele e i suoi "chierichetti", per i bellissimi paramenti utilizzati durante la processione di Cavalleria Rusticana; Roberta la "fioraia" di Lajatico, che ogni volta impreziosisce la scena e gli allestimenti e Massimo, de "Il Parco delle Rose", che rende il paese e il teatro un vero "giardino"; Artedanza di Santa Croce sull'Arno, con la sua direttrice Arianna Battini e le allieve che, anch'esse, hanno sfilato durante la processione di Cavalleria Rusticana; la Waste Reciclyng, per la realizzazione della scenografia e degli allestimenti nel paese ( qui un ringraziamento particolare va al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che si è adoperato per acquisire le scenografie del Maggio Musicale Fiorentino che fanno parte dell'opera che campeggia sul lago dal titolo "Mediterranea"); i fotografi e video maker Stefano Marinari, Mario e Eva Mulas, Leonardo Baldini, Stefano Stacchini, Graziana Forzoni e Paolo Cresti; la Giannoni e Santoni per la realizzazione dell'installazione nel giardinetto della Banca Popolare di Lajatico, opera di Venio Santoni; il Liquorificio Morelli, per aver gestito l'area hospitality; La Cittadella Caffè; Perlopiù, per i braccialetti regalati agli ospiti».
Infine una particolare attenzione - che è anche un forte desiderio di un lungo cammino insieme - Alberto Bartalini la rivolge al Puccini Festival di Torre del Lago, da sempre partner nel mondo,per la diffusione della cultura Made in Italy.
Noi, dal nostro modesto punto di vista, un amichevole grazie lo inviamo proprio a lui, Alberto Bartalini, per la sua insistita rivendicazione della bellezza come unico strumento per uscire dall'indifferenza e dalla barbarie.
Ilario Luperini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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