Sicurezza
Rapina il distretto Asl e va a giocare alle slot, preso
I carabinieri hanno arrestato nella notte l’uomo che aveva minacciato con un cacciavite un’impiegata e si era fatto consegnare circa 7.700 euro
SANTA CROCE SULL’ARNO. Aveva rischiato di essere arrestato subito dopo che con un cacciavite aveva minacciato un’impiegata del distretto socio sanitario dell’Asl e si era fatto consegnare circa 7.700 euro, i soldi dei pagamenti dei ticket. I carabinieri della compagnia di San Miniato erano infatti riusciti ad intercettare la moto del rapinatore solitario il quale però, dopo un inseguimento, era riuscito a far perdere le proprie tracce nascondendosi in una vecchia conceria abbandonata. Durante la fuga l’uomo si era tolto il casco con cui era entrato in azione negli ambulatori, nel primo pomeriggio. Un passo falso: gli stessi militari di Santa Croce sull’Arno, che hanno avuto a che fare con lui in altre occasioni, non hanno avuto difficoltà a riconoscerlo. E dopo alcune ore di ricerche Vito Colabella, cinquantenne, originario del Meridione ma da anni domiciliato nella cittadina del distretto conciario, è stato rintracciato e arrestato. Recuperata anche buona parte della refurtiva. Il pomeriggio infatti Colabella lo ha trascorso, come poi ha ammesso quando è stato sottoposto al fermo di indiziato di delitto, in alcuni locali di Empoli dove in poche ore avrebbe “bruciato” alle slot quasi mille euro.
Nelle ricerche dell’autore della rapina, come hanno spiegato i carabinieri durante una conferenza stampa, alla presenza del comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Andrea Brancadoro, organizzata nella sede della compagnia di San Miniato, sono stati impegnati numerosi carabinieri di Santa Croce sull’Arno, di Castelfranco di Sotto e del Norm di San Miniato.
Durante le ricerche del rapinatore, estese a Fucecchio e Empoli, i militari sono arrivati in una conceria dismessa, situata tra via Di Pelle e via della Libertà, dove Colabella aveva nascosto il casco usato per la rapina, oltre al cacciavite con cui aveva creato il panico negli ambulatori dell’Asl. Dei soldi, che Colabella aveva nascosto ai giardinetti pubblici accanto al municipio, non c’era traccia.
Quando alle due di notte l’uomo è tornato nel vecchio opificio ad attenderlo - in maniera discreta, ovviamente - c’erano i carabinieri, hanno spiegato il comandante della compagnia di San Miniato, capitano Antonio Trombetta e il luogotenente Andrea Oteri, comandante della stazione di Santa Croce sull’Arno.
Quando il cinquantenne ha capito di essere stato riconosciuto e che per lui si sarebbero di nuovo aperte le porte del carcere Don Bosco di Pisa ha condotto i carabinieri nel luogo dove aveva nascosto oltre seimila euro, cioè i soldi che ancora non aveva avuto il tempo di spendere e che i militari potranno ora riconsegnare all’azienda sanitaria locale.
Importante per il buon esito delle ricerche sarebbero state anche alcune indicazioni arrivate dai cittadini e soprattutto il fatto che nella vecchia conceria insieme al casco e al cacciavite erano stati trovati anche alcuni effetti personali di Colabella.
A quel punto non restava che disporre una serie di ricerche o aspettare che il cinquantenne, di fatto senza fissa dimora, tornasse nella fabbrica dismessa, diventata per lui un punto sicuro per dormire.
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