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sciopero alla ristori

Operai a casa della proprietà: «Pagateci il premio ferie»

Operai a casa della proprietà: «Pagateci il premio ferie»

PONTEDERA. «Non era mai successo in tanti anni che non ci pagassero il premio ferie». Lo sguardo dell’operaio fuori dai cancelli delle Officine Ristori è acceso, arrabbiatissimo. Quasi non ci crede...

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PONTEDERA. «Non era mai successo in tanti anni che non ci pagassero il premio ferie». Lo sguardo dell’operaio fuori dai cancelli delle Officine Ristori è acceso, arrabbiatissimo. Quasi non ci crede alla situazione che si è creata all’interno di una delle più importanti fra le aziende dell’indotto Piaggio. Nella fabbrica di Montecalvoli, ieri, i lavoratori si sono riuniti in assemblea e sono partiti per un corteo sulla strada provinciale Francesca Sud fin sotto le finestre della villa dei proprietari della fabbrica al grido di «soldi, soldi» e «pagaci il premio ferie».

Alla Ristori lavorano 150 persone che, da 5 giorni stanno scioperando due ore al giorno proprio per il mancato pagamento del premio ferie: circa 600 euro a persona in più rispetto alla busta paga che, di questi tempi, non sono certo da buttare via. «Sappiamo che in questo periodo non è facile per nessuno – hanno detto i sindacati presenti alla manifestazione – e non siamo certo noi a volere che l’azienda vada in difficoltà finanziaria. Ma questa crisi non la possono pagare solo gli operai. Aspettavamo una convocazione da parte della proprietà che, però, non è arrivata. E quindi proviamo a farci ascoltare dall’opinione pubblica, lanciando anche un messaggio all’azienda non per chiuderci a riccio, ma per trovare una soluzione».

Ai dipendenti della Ristori andrebbe bene anche una rateizzazione, secondo quanto si è capito alla manifestazione di ieri. Ma l’importante è che le parti si parlino e si confrontino sedute a un tavolo. «Invece, l’azienda ha scavalcato i sindacati – raccontano gli stessi rappresentanti dei lavoratori – andando nei reparti a chiedere che finissero gli scioperi. Un comportamento anti sindacale inaccettabile».

La paura dei lavoratori è quella che dal mancato pagamento del premio ferie si passi alla mobilità e alla riduzione d’organico. «Sono segnali allarmanti – hanno ripreso i sindacati – in una delle aziende più importanti dell’indotto. Scioperare costa fatica e soldi, ma gli operai sono uniti e vogliono trovare una soluzione a questo problema». (a.q.)

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