Il Tirreno

Pontedera

Francesco e Lucrezia, primo matrimonio al Museo del Cuoio

di Giacomo Pelfer
Francesco e Lucrezia, primo matrimonio al Museo del Cuoio

Il figlio dell’ex sindaco Ciaponi si sposa nell’ex conceria tenuta a battesimo proprio dal padre. La festa alla sagra della zuppa

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Fiori d’arancio nella conceria restaurata. Una cerimonia senza dubbio fuori dal comune, che avrà come cornice le pareti ancora impregnate di fatica e di lavoro, fra le tubature, le travi in legno e gli infissi dei vecchi finestroni per l’asciugatura delle pelli. «Volevamo un posto tranquillo, informale. Un luogo non troppo “infiocchettato” per una festa. E quella struttura ci è piaciuta subito». È semplice e diretta la spiegazione di Francesco Ciaponi, figlio dell’ex sindaco Osvaldo, che domani pomeriggio si sposerà con Lucrezia Pedoto, pronunciando il fatidico sì nel Museo del Cuoio, in uno dei luoghi più discussi e insieme emblematici della cittadina del Cuoio.

Dal museo alla sagra. Una cerimonia che arriva dopo 4 anni di fidanzamento per Francesco e Lucrezia, che già vivono insieme a Santa Croce con i piccoli Cesare e Viola, e che hanno deciso di unirsi in matrimonio con una festa sicuramente sui generis. Circa 170 gli invitati per un evento che fa notizia proprio alla luce della sua particolarità. Si comincia infatti al Museo (appuntamento alle 17,30), per il primo matrimonio in assoluto ospitato nella nuova struttura espositiva, per poi trasferirsi a cena a Massarella per una conviviale particolare, fra i tavoli della celebre Sagra della Zuppa.

Non per fare “gli strani”. «In realtà – dice Francesco – non abbiamo voluto fare “gli strani”. L’idea era quella di fare una cosa molto semplice per festeggiare con i figli e gli amici. Un’occasione per stare insieme». Per il Museo del Cuoio, però, si tratta di un’assoluta novità, che segue le polemiche e le discussioni degli ultimi anni sul mancato allestimento e sull’utilità della struttura. Edificio reso agibile dalla fine del 2013, e messo a disposizione di eventi, mostre, iniziative e perfino matrimoni, proprio grazie a una delibera della giunta Ciaponi, che ha esteso così l’elenco (oltre al municipio e a Villa Pacchiani) delle location per cerimonie con rito civile. La consegna alla città di un luogo deputato a rappresentare la conceria come essenza stessa della “santacrocesità”.

L’idea di Lucrezia. L’ex sindaco, tuttavia, precisa di non aver in alcun modo influenzato la scelta del figlio: «Hanno fatto tutto loro – dice – Ed è giusto che sia così». In realtà, come racconta suo figlio, «la scelta di organizzare il matrimonio al Museo è stata soprattutto di Lucrezia. C’eravamo stati per un convegno, quando ancora non pensavamo di fare la cerimonia lì, e la struttura ci era piaciuta immediatamente. Ci è sembrata più semplice e più informale rispetto alla sala consiliare».

La festa a Massarella. Stesso ragionamento nella scelta di ospitare la cena alla Sagra della Zuppa, organizzata annualmente dalla contrada Massarella. «È una festa dove andiamo spesso, ogni anno – spiega Francesco – Buon cibo, buona musica, ottima organizzazione, insomma il posto ideale per una festa. Tutto si svolgerà quindi ai tavoli della Sagra e con gli stessi piatti di sempre, perché la festa va già benissimo così».

Niente menù speciale. Anche per le cuoche della contrada Massarella, però, si è trattato di una novità un po’ a sorpresa. «Ci hanno chiesto se volevamo qualcosa in più, addirittura se preferivamo dei bicchieri particolari – dice Francesco - Sono state davvero carine e disponibili, ma abbiamo spiegato loro che non volevamo niente di più di quello che la Sagra già prevede».

Giulia, la celebrante. Il risultato sarà una giornata di festa che avrà un doppio significato anche per il sindaco Giulia Deidda, che celebrerà l’unione della coppia: «Francesco è un grade amico. Sarà quindi una bellissima giornata anche per me, non solo come sindaco».

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