La manifestazione
«Via le lapidi della strage dalla facciata del Comune»
San Miniato: annuncio del sindaco alla commemorazione dell’eccidio del Duomo «È tempo di voltare pagina». Al loro posto una targa in memoria dei caduti
SAN MINIATO. Una giornata storica per San Miniato, quella di ieri, fra la commemorazione del settantesimo anniversario della strage del Duomo e l’annuncio del sindaco Vittorio Gabbanini di voler spostare dalla facciata del comune le due lapidi che tanto hanno fatto discutere negli anni all’ombra della Rocca. «È tempo per San Miniato di voltare pagina – ha annunciato il sindaco – e per questo ho dato mandato di cominciare a discutere con le associazioni del territorio su quale potrebbe essere il luogo migliore per trasferirle. Ovviamente rimarranno insieme, perché, nel bene o nel male, le due lapidi fanno parte della storia della nostra città».
Le due lapidi in questione attribuiscono la colpa della strage del Duomo, in cui morirono 55 persone, una ai nazisti (posizionata nel 1954) e una agli americani (sistemata sulla facciata nel 2008), dopo ulteriori indagini e ricerche. Al loro posto sarà messa una lapide con una scritta semplice, tipo “in ricordo dei caduti della strage del Duomo”.
Quando Gabbabini, durante la commemorazione, alla quale hanno partecipato anche il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni e il vescovo di San Miniato, Fausto Tardelli, ha lanciato l’annuncio, è partito l’applauso dai presenti. Segno di quanto è sentito questo tema a San Miniato. Del resto, sulla strage del Duomo si sono scritti libri e si sono girati film. E si è discusso a lungo. È un passaggio fonamentale della storia della città, come ricorda il comitato "Giuseppe Gori": «Il 24 luglio 1944 le truppe americane della quinta armata, insieme ai partigiani locali, entrarono come liberatori nella città di San Miniato. Trovarono una città gravemente ferita e piena di macerie, dove oltre il 40% delle abitazioni erano state fatte saltare dalla mine tedesche, insieme alla Rocca per cercare inutilmente di ritardare l'avanzata delle truppe Alleate. Vogliamo ricordare questo importante momento per non disperdere la memoria di quegli avvenimenti. Purtroppo la guerra scatenata dai nazi-fascisti provocò lutti e tragedie: dalle vittime del Duomo, a coloro che persero la vita nei bombardamenti o a causa dello scoppio delle mine. La popolazione civile, durante il passaggio del fronte nell'estate del 1944, subì grandi sofferenze da parte degli occupanti tedeschi. Per questo il giorno del 70° anniversario della liberazione di San Miniato è un momento di festa della comunità per la riconquistata libertà. Vorremmo sollecitare le istituzioni locali, i partiti, le associazioni e tutti i cittadini a riflettere su quei tragici avvenimenti, che furono superati grazie allo slancio del Comitato di Liberazione Nazionale, che operò per la ricostruzione della città e per la democrazia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
