Il Tirreno

Pontedera

Sulle scelte urbanistiche il consiglio va nel caos

di Lorenzo Lazzerini
Sulle scelte urbanistiche il consiglio va nel caos

Cappelli (FI) non vota la mozione per annullare la variante. Poi l’opposizione lascia la seduta per protesta. «Ma resta in piedi un’operazione sospetta»

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CASCINA. Il veleno è nella coda del consiglio comunale. Dopo la mancata approvazione dell’emendamento le forze di opposizione abbandonano la sala giunta. Nove defezioni che sommate a quelle della maggioranza fanno venire meno il numero legale di consiglieri.

Dopo due ore la presidente del consiglio Paola Viegi è costretta a sciogliere la seduta, che si arena al primo punto all’ordine del giorno. La mozione urgente presentata dai consiglieri di Idv, SiAmo Cascina e Gruppo misto riguardava l’annullamento della delibera consiliare numero 15 dello scorso 27 marzo sulla variante di monitoraggio al Regolamento urbanistico, ma durante la seduta il consigliere del Gruppo misto Alfio Turco ha proposto una modifica chiedendo l’abrogazione della delibera sull’area Utoe 39 di Navacchio. Ieri mattina, al momento della votazione i numeri tra maggioranza e opposizione erano in perfetto equilibrio. Dieci da una parte e dieci dall’altra. Una parità che sarebbe equivalsa a una bocciatura per la mozione presentata dalla minoranza. Il consigliere di Forza Italia Giacomo Cappelli quindi si è rifiutato di esprimersi e al fronte del sì è mancato un voto. Una decisione che ha fatto infuriare gli altri gruppi di minoranza. Tutti hanno abbandonato i banchi del consiglio e l’Aventino ha determinato lo scioglimento della seduta. Un epilogo che di fatto apre una frattura all’interno dell’opposizione. Ma il consigliere di Forza Italia non ci sta a passare per guastafeste e motiva la sua decisione. «La mozione doveva essere votata subito – spiega Cappelli – invece la maggioranza ha tirato avanti la discussione e a quel punto ho consigliato di ritirare l’emendamento. I firmatari della mozione però hanno voluto andare lo stesso al voto e in 10 contro 10 non sarebbe passato. Quella che poteva essere una vittoria si è rivelata una grande sconfitta e non volevo essere responsabile di questa situazione». Tra i più infuriati invece c’è il consigliere del Gruppo misto Mario Biasci, che contesta la scelta di Cappelli. «Avrebbe dovuto votare comunque – dice – perché anche se l’emendamento non fosse passato poteva essere comunque rinviato e ripresentato, invece ora bisogna rifare tutto da capo. Un gesto del genere è incomprensibile e ora dovremmo fare delle riflessioni». Poi la stoccata alla maggioranza. «Hanno portato avanti il voto fino a fine mattinata. All’inizio della seduta erano presenti in quattro, poi hanno cominciato a chiamare al telefono gli assenti e addirittura qualcuno che era in ferie per avere un numero sufficiente».

Al capogruppo dei Comunisti Mirko Donati non va giù l’atteggiamento del collega dell’Idv Marcello Biasci. «Anche stavolta – dice – ha mostrato la completa mancanza di senso istituzionale e la non conoscenza della differenza che esiste tra la politica amministrativa e atti di politica generale. La sua decisione di far mancare il numero legale sedendo fuori dall’aula, trascinando con sé e richiamandolo più volte il suo collega di gruppo per protesta contro chi ha bocciato l’ordine del giorno precedente dimostra la natura di un partito che non ha interesse a rappresentare il bene collettivo ma solo quello di una parte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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