Il Tirreno

Pontedera

«Messi in ginocchio dagli allagamenti»

di Andreas Qurici e Tommaso Silvi
«Messi in ginocchio dagli allagamenti»

Danni alle case private della zona del Parco dei Salici ma anche in molti negozi del centro storico di Pontedera. «È la terza volta in un anno»

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PONTEDERA. Indumenti ad asciugare, scatole bagnate messe fuori dal negozio e attrezzi per togliere l'acqua dai pavimenti. È la scena più frequente che si incontra, dopo una notte di maltempo, facendo un giro tra le attività commerciali in via Primo maggio, allagata per la terza volta dalla fine del 2013. I negozianti protestano e annunciano disdette dei contratti dei fondi. Ma minacciano anche un'azione legale per risarcimento danni nei confronti del Comune. «Che questa sia una zona a rischio ormai è tempo che si dice. E negli ultimi tempi ne abbiamo avuto la dimostrazione». Questa volta la bomba d'acqua è arrivata di notte. «L'altra volta, invece, abbiamo visto arrivare l'acqua dai tombini qui davanti» raccontano i tre commessi del negozio di abbigliamento Mazzei che sono stati a lavoro per tutta la mattina per asciugare i pavimenti. Stessa sorte per l'oreficeria Gabbani che ha subito danni alle vetrine, visto che l'acqua si è infiltrata dietro gli scaffali delle esposizioni. Al negozio di vestiti Pink Chic, invece, si toglie acqua dalla notte. «Abito a La Borra e siamo stati fino alle cinque del mattino ad asciugare i pavimenti – racconta la titolare insieme ai genitori – Poi alle nove sono arrivata qui e ho trovato il disastro. Ho dovuto togliere vestiti e scatole. E meno male che, rompendo una mattonella vicino a un pozzetto interno, l'acqua è defluita. Altrimenti sarebbero stati dolori». Arrabbiatissimi da Mister Flo che puntano il dito contro le fognature: «Sono strette e in discesa, ormai è noto. Invece di pensare alle rotatorie, si dovrebbero realizzare opere fondamentali come le fogne e il sistema per far scorrere l'acqua. E non far allagare una strada per tre volte in un anno senza fare un bel niente». Da Okkasio, la profumeria in via Saffi che, probabilmente, è quella ad aver subito più danni. Nella profumeria di merce a terra ce n'era un bel po', visto che era appena passato il corriere. «Abbiamo un sacco di prodotti da buttare via - raccontano dal negozio di via Saffi - Il magazzino è stato invaso dall'acqua e moltissime bottigliette con gli smalti hanno l'etichetta staccata. Sono invendibili». Per non parlare di un espositore con i trucchi che è stato buttato a terra dalla piena con il risultato che il pavimento è un misto tra il color fucsia e il rosso. «Lo dovrà dire il titolare - spiega la commessa - ma stiamo pensando di dare la disdetta del fondo, visto che non esiste in un posto come Pontedera, subire danni del genere per tre volte in un anno». Anche sei ieri c’è stato un bel sole estivo, Corso Matteotti alle prime luci dell’alba sembrava uno stagno. I vigili del fuoco hanno potuto fare una lista delle abitazioni più martoriate dal maltempo e quindi procedere con gli interventi. Tra le zone della città maggiormente colpite c’è quella dello stadio. Precisamente in via Venezia, vicino al Parco dei salici. Qui le villette sono costruite secondo una schema preciso: due piani e lo scantinato, spesso utilizzato come sala aggiuntiva con tanto di divani, tv e comfort di ogni tipo. Gli stessi che 8 ore dopo la fine del tremendo spettacolo della natura fanno bella mostra di se al di fuori dei cancelli. Ricoperti dal fango e zuppi d’acqua. I proprietari intanto provano a salvare il salvabile armati di spazzoloni, secchi e stracci. Qualcuno si affaccia dalla porta d’ingresso e ancora frastornato dalla rabbia per gli elettrodomestici da buttare decide di non parlare: «Stiamo lavorando sodo. Non abbiamo niente da dire». Altri invece con la fronte perlata di sudore fanno la conta dei danni e nel frattempo ripercorrono i drammatici momenti della notte. «Avevo il mare in giardino. Non si vedevano più gli scalini, le finestre dello scantinato sembravano fontane. L’acqua entrava da ogni parte. Ce n’erano 50 cm». Con un lavoro certosino, cominciato di prima mattina, Filippo Megas è appena riuscito a far defluire l’acqua da casa. Nel giardino esterno tappeti e cuscini se ne stanno sotto il sole. Qualche metro più in là, via Venezia si conferma zona rossa. «L’acqua è entrata dai buchi della presa della corrente. Non avevo mai assistito a niente di simile». Paola Turini ha il volto di chi ha dormito poco. La sua, come quella di tanti pontederesi, è stata una lunga notte. Ma c’è a chi è andata peggio. I garage sotterranei delle case a fianco di via Vittorio Veneto sono colmi d’acqua. Una piscina a cielo aperto. «Gli abitanti al di sotto del piano stradale sono stati i più colpiti in assoluto. Siamo al lavoro con motopompe, elettropompe e idrovore» spiega un vigile del fuoco. Vicino a lui con le braccia incrociate e lo sguardo nel vuoto c’è Angiolino Andreasi. La bomba d’acqua all’anziano è costata cara. «Sotto quei 2 metri d’acqua che riempiono il mio garage c’è un auto che non ha nemmeno due anni. Nell’ottobre 2012 accadde la stessa cosa: vidi affogare 7.000 euro in qualche ora di pioggia. Il fosso di fronte alle nostre case deve essere pulito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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