Sicurezza
«Rivediamo gli accordi con Arthemisia»
Lo chiede il gruppo di opposizione dopo il sequestro di un quadro. E spunta l’elenco dei disservizi
VOLTERRA. «È un altro segnale della leggerezza con cui è stato organizzato un evento che poteva rappresentare un'opportunità e che rischia di mettere in grossa difficoltà i bilanci», questo il commento di Paolo Paterni, consigliere d’opposizione.
«Fino ad oggi ci eravamo concentrati sulle incongruenze della gestione amministrativa confidando che, vista l'esperienza di Arthemisia, almeno la gestione della mostra fosse all'altezza. E invece siamo costretti giorno dopo giorno a scoprire errori».
«Su tutto il materiale promoziona della mostra (realizzato in decine di migliaia di copie) sono riportati orari di apertura errati facendo credere che anche in inverno si osserveranno gli stesso orari del periodo estivo. Non è così e questo creerà disservizi con gli utenti».
Inoltre, «Per risparmiare i costi della sorveglianza il battistero non fa più parte del circuito a pagamento della mostra. In sostanza si vende un biglietto cumulativo della mostra, comprendente anche il Battistero che invece è visitabile gratuitamente da tutti», continua l’ex candidato.
«La Fondazione ha messo a disposizione i propri impianti pubblicitari ad Arthemisia che, anziché studiare una pubblicità mirata per questo impianti con in evidenza il nome di Volterra - prosegue il consigliere - ha riprodotto l'immagine della cartolina che è leggibile tenendola in mano ma insufficiente per i tabelloni stradali. Risultato: il nome di Volterra e della Val di Cecina sono spariti dalla cartellonistica».
Infine: «Tutti puntavano su evento che portasse a Volterra migliaia di visitatori da tutto il mondo. Ebbene la campagna pubblicitaria è concentrata a livello regionale inducendo quindi non un turismo residenziale ma un turismo mordi e fuggi. Invitiamo assessore alla cultura, sindaco e giunta a cogliere questa occasione per rivedere gli accordi con Arthemisia».
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