Il Tirreno

Pontedera

Puliscono Orentano nell’indifferenza di abitanti e Comune

Puliscono Orentano nell’indifferenza di abitanti e Comune

Due donne, ogni sabato, tolgono rifiuti da strade e campi Al loro appello su Facebook non ha risposto nessuno

3 MINUTI DI LETTURA





ORENTANO. Dai sacchetti alle bottiglie di plastica, dalle immancabili lattine fino a scarpe, abiti e addirittura interi seggiolini di automobili gettati in mezzo al verde. Eppure, quando Carla e Monica decisero di dedicare un po’ del proprio tempo per ripulire il paese, mai avrebbero immaginato di portare alla luce una situazione del genere. Un contesto di inciviltà, sporcizia e degrado al quale stanno cercando di dare soluzione con tanta buona volontà, «seppur tra l’indifferenza generale – dicono – anche da parte dell’amministrazione». È la storia che arriva da Orentano, la frazione “verde” del territorio di Castelfranco, dove Carla Bernardoni e Monica Trassinelli, ormai da qualche settimana, sono impegnate volontariamente ogni sabato mattina per ripulire dai rifiuti strade, fossi e campi intorno al paese.

Nessuno risponde all’appello. Ormai un appuntamento fisso, due o tre ore alla volta, nato da un’idea lanciata su Facebook che per adesso non ha riscosso altri seguaci. L’idea, comunque, è partita ugualmente, e le prime ore di lavoro sono bastate a dare il quadro della situazione. «Il punto peggiore – raccontano le due volontarie – è senza dubbio l’area della palestra, che da sempre è stata oggetto di abbandono abusivo di rifiuti». È qui, infatti, che Carla e Monica raccontano di aver trovato due tombini, ormai senza grata, riempiti all’inverosimile di rifiuti, tanto da rendere impossibile il normale deflusso dell’acqua durante i momenti di pioggia. «Così li abbiamo ripuliti – dicono – provvedendo poi a coprirli, in modo un po’ rudimentale, per segnalare il pericolo ed evitare che qualcuno ci finisca dentro. Appena finito il lavoro, però, ci eravamo subito recate alla palazzina comunale per segnalare il caso, con tanto di foto, chiedendo di riposizionare immediatamente le grate. Del resto parliamo di una zona molto frequentata, soprattutto dai ragazzi. È passata ormai più di una settimana ma ancora non si è fatto vivo nessuno».

Generale indifferenza. Da qui il rammarico, per quella che definiscono una «generale indifferenza, perché noi l’impegno ce lo mettiamo però sembra che la cosa interessi poco». Eppure, ormai da un mese, poche ore di lavoro ogni sabato sono sufficienti a riempire interi sacchi di rifiuti. «Abbiamo trovato di tutto – raccontano – In via Ulivi, ad esempio, abbiamo raccolto una borsa piena di scarpe, per non parlare dei seggiolini delle auto, delle pile, e poi ovviamente delle tante bottiglie e lattine disseminate un po’ dappertutto. Ma quelle, purtoppo, ormai non fanno quasi più notizia».

Cominciamo dai cestini. Rifiuti che ogni sabato le due donne portano all’isola ecologica nella stessa località del comune di Castelfranco di Sotto. «Per arginare il problema, forse, si potrebbe iniziare mettendo qualche cestino lungo le strade – dicono – In via Ponticelli, ad esempio, dove spesso si fermano anche tante coppiette, ne abbiamo messo uno noi qualche settimana fa, e da allora la situazione è un po’ migliorata. Nell’area della palestra, invece, di cestini non ce n’è neanche uno».

Giacomo Pelfer

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa