Il dolore
Puliscono Orentano nell’indifferenza di abitanti e Comune
Due donne, ogni sabato, tolgono rifiuti da strade e campi. Al loro appello su Facebook non ha risposto nessuno e la segnalazione di due tombini scoperti è caduta nel vuoto
CASTELFRANCO DI SOTTO. Dai sacchetti alle bottiglie di plastica, dalle immancabili lattine fino a scarpe, abiti e addirittura interi seggiolini di automobili gettati in mezzo al verde. Eppure, quando Carla e Monica decisero di dedicare un po’ del proprio tempo per ripulire il paese, mai avrebbero immaginato di portare alla luce una situazione del genere.
Un contesto di inciviltà, sporcizia e degrado al quale stanno cercando di dare soluzione con tanta buona volontà, «seppur tra l’indifferenza generale – dicono – anche da parte dell’amministrazione». È la storia che arriva da Orentano, la frazione “verde” del territorio di Castelfranco, dove Carla Bernardoni e Monica Trassinelli, ormai da qualche settimana, sono impegnate volontariamente ogni sabato mattina per ripulire dai rifiuti strade, fossi e campi intorno al paese.
Ormai un appuntamento fisso, due o tre ore alla volta, nato da un’idea lanciata su Facebook che per adesso non ha riscosso altri seguaci. L’idea, comunque, è partita ugualmente, e le prime ore di lavoro sono bastate a dare il quadro della situazione. «Il punto peggiore – raccontano le due volontarie – è senza dubbio l’area della palestra, che da sempre è stata oggetto di abbandono abusivo di rifiuti». È qui, infatti, che Carla e Monica raccontano di aver trovato due tombini, ormai senza grata, riempiti all’inverosimile di rifiuti, tanto da rendere impossibile il normale deflusso dell’acqua durante i momenti di pioggia.
«Così li abbiamo ripuliti – dicono – provvedendo poi a coprirli, in modo un po’ rudimentale, per segnalare il pericolo ed evitare che qualcuno ci finisca dentro. Appena finito il lavoro, però, ci eravamo subito recate alla palazzina comunale per segnalare il caso, con tanto di foto, chiedendo di riposizionare immediatamente le grate. Del resto parliamo di una zona molto frequentata, soprattutto dai ragazzi. È passata ormai più di una settimana ma ancora non si è fatto vivo nessuno».
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