Sicurezza
L’ex comandante vince in Appello contro il Comune
Il sindaco Moreno Franceschini e i suoi collaboratori lo avevano demansionato in maniera illegittima e ora l’ente locale dovà anche pagare i danni
CASCINA. Un’altra tegola, dopo le inchieste della Procura di Pisa su un giro di presunte tangenti in cui sarebbero coinvolti dipendenti comunali e il contenzioso alla Corte dei Conti per una vicenda legata a scelte urbanistiche, si è abbattuta in questi giorni sulla giunta del sindaco Alessio Antonelli. Riguarda una storia che risale a sei anni fa, quando era ancora sindaco Moreno Franceschini, e che fece molto discutere. Nel luglio 2008 Franceschini senza alcun preavviso e senza alcuna contestazione o contatto personale, attaccò su questa cronaca il comandante dei vigili addebitandogli la mancata attuazione dei servizi in occasione delle manifestazioni notturne connesse alla Battaglia di Cascina. In realtà il sindacato dei vigili aveva proclamato lo stato di agitazione con conseguente blocco degli straordinari e di conseguenza erano stati sospesi i servizi notturni.
Era la fine di un idillio iniziato anni prima anche con un’amicizia personale tra l’ex comandante e l’ex sindaco che condividevano la stessa passione per il tennis.
A partire dal primo ottobre 2008 il sindaco con proprio provvedimento nominò responsabile del servizio autonomo di vigilanza il direttore generale per un mese circa e successivamente con un analogo provvedimento tolse il comando a Bulleri per affidarlo a Mauro Parducci che era già vicesegretario. Inutile era stato ogni tentativo di mediazione anche con l’ufficio provinciale del lavoro. Bulleri si rivolse al giudice per la prima volta nel 2009. Una vicenda tormentata. Anche perché in attesa della sentenza di primo grado era stato riorganizzato il servizio togliendo a Bulleri il ruolo di coordinamento e controllo, attribuito per legge al comandante.
Un primo ricorso al giudice di pace di Pisa contro questo provvedimento non aveva avuto l’esito sperato da Bulleri. Da qui, nell’aprile 2010, il comandante aveva presentato un altro reclamo al tribunale di Pisa in composizione collegiale sostenendo di avere subito un danno morale e di immagine dopo il demansionamento e facendo presente che era illegittimo avere assoggettato il comandante al potere di decisione di un dirigente amministrativo che non era un vigile, cioè a Parducci. Da qui la successiva richiesta di reintegro poi accolta con condanna del Comune a pagare le spese legali (e siamo all’ottobre 2010). Quale era stata la risposta del Comune? Un imbarazzante silenzio. Anzi, nel gennaio 2011 gli uffici avevano varato un nuovo provvedimento che non ha cambiato la sostanza della situazione fino a quando Bulleri nel giugno 2012 è andato in pensione. Nel frattempo, nell’ottobre 2012, il giudice del lavoro di Pisa ha deciso nel merito del ricorso pendente dal 2009 e lo ha respinto. Da qui il ricorso alla Corte di appello di Firenze, sezione lavoro e previdenza che riforma (e siamo a pochi giorni fa) la sentenza di primo grado. Dichiara illegittimi i provvedimenti dell’ex sindaco serviti a demansionare Bulleri. Condanna il Comune a pagare il risarcimento dei danni da demansionamento e le indennità connesse alla carica di comandante dalla data di revoca, il primo ottobre 2008, e fino a quando Bulleri è andato in pensione. Condanna il Comune a risarcire il danno non patrimoniale liquidandolo in 25mila euro, oltre agli interessi legali. Infine il Comune dovrà rimborsare al comandante circa 9mila euro di spese legali. Mettendo tutto insieme questo “pasticcio” al Comune verrà a costare più di 60mila euro.
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