Il Tirreno

Pontedera

Il filosofo che guida una conceria

Il filosofo che guida una conceria

Adolfo Matteucci è a capo dell’azienda di rettili che compie 60 anni di attività

3 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Festeggia 60 anni martedì la conceria Legnotan SpA, ma la famiglia Matteucci è da 6 generazioni nell’industria conciaria. Attualmente al timone c’è il dottor Adolfo, la produzione è specializzata in rettili.

E dopo tanti anni lo stesso Adolfo Matteucci ha la possibilità di spiegare al meglio cosa ci sia di nuovo nel pellame. «Le vecchie rifinizioni, quelle classiche, che si sono un po’ sempre viste in mostre e fiere; ma si è affacciata anche una nuova rifinitura. Che consente l’uso del laser, il quale riesce a inserire disegni, colori e sfondi, ben impressi sulla pelle. E questa la novità che presenteremo a Milano, a Lineapelle dal 10 al 12 settembre: abbiamo lo stand insieme a una ditta che dà proprio questo particolare effetto. Le rifiniture sono oggi una dicotomia, hanno due aspetti: quella classica tipo selleria old west un po’ rustica, oppure questa nostra un po’ particolare con grafiche guidate a laser. Aspetti che caratterizzeranno la stagione autunno inverno 2015-16».

Il nome dell’azienda conciaria dei Matteucci è particolare, Legnotan. Mentre le concerie di solito hanno il nome di animali, o il cognome del titolare. «In precedenza, avevamo il mulino che ha dato il nome alla località Molino d’Egola tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Legnotan è nato nel 1948 quando mio padre Emilio, insieme ad altri soci, mise su un’azienda nella zona di Massa Carrara, perché ci sono vicine le Alpi Apuane con le piante di castagni. E il castagno viene cippato, ossia rotto in scaglie, poi bollito come si fa il tè, e quel che viene fuori è l’estratto tannico. Dunque dal legno si faceva il tannino, in quegli anni Cinquanta. Poi l’azienda è evoluta con le pelli pregiate di rettili (diventata la specialità della casa). Abbiamo il piacere di cercare sempre l’innovazione».

Così ha iniziato Luigi, dopo di lui Valente, quindi Adolfo, dopodiché il Emilio Matteucci, l’attuale titolare Adolfo Matteucci, che ha in azienda anche il figlio Emilio. L’opificio è ora in via Pannocchia a Ponte a Egola, mentre in via Diaz è rimasto il centro amministrativo. di “commercio pelli e legname”. E la particolarità di Adolfo Matteucci è di essere laureato in sociologia, una materia che, apparentemente, non ha nulla a che fare con la gestione di un’azienda complessa come una conceria. Ma che, pensandoci bene. può essere un elemento per far bene nel commercio delle pelli, fatto anche d’intuizioni e di capacità di coltivare rapporti umani. «Avevo iniziato gli studi in giurisprudenza, ma poi ha prevalso la passione per la filosofia. Immanuel Kant, con la “sintesi a priori” sostiene che quando l’uomo nasce è una tabula rasa, e quindi il mondo che lo circonda viene a contatto con lui e l’uomo conosce il mondo, essendoci una predisposizione ad assorbire questa conoscenza. Kant è stato il primo ad avere l’idea che l’uomo è dunque assimilabile al computer, poiché i computer hanno un programma disponibile a ricevere nozioni e notizie».

Luciano Gianfranceschi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa