La manifestazione
È cieco, ma accompagna la figlia a scuola e fa la spesa
La guardia di finanza scopre e denuncia falso invalido: per 4 anni ha percepito illegittimamente un’indennità di accompagnamento di oltre 47mila euro
PONTEDERA. Alla visita di controllo, negli uffici dell’Asl, dov’era stato chiamato per la conferma del suo status di non vedente, è arrivato accompagnato da un’altra persona. Poi, però, quand’è uscito, dopo il consulto, davanti alla commissione, appena fuori dalla struttura sanitaria, si è mosso con disinvoltura, in maniera autonoma. Peccato che tutto questo avvenisse sotto gli occhi degli agenti della guardia di finanza che - armati di videocamera - hanno ripreso tutto.
È stato scoperto così un falso cieco: un uomo di 56 anni, residente in provincia di Pisa. Da quattro anni percepiva, senza averne diritto, l’indennità di invalidità civile e quella di accompagnamento, perché non vedente. Il falso invalido, denunciato per truffa allo Stato, è finito nei guai dopo una lunga e articolata indagine che la Guardia di Finanza di Pontedera ha portato avanti e che la procura della Repubblica di Pisa ha coordinato. È l’operazione “Randazzo”, nome che prende spunto da un personaggio inventato da Roberto Benigni, nel suo film Johnny Stecchino: un professionista che, nella pellicola ha il compito di smascherare il protagonista (Benigni) affetto da una - finta - malattia invalidante.
L’uomo finito nei guai in Valdera è un ex artigiano. Lavorava in proprio. Poi, in seguito alla chiusura della sua attività, ha avuto un impiego come addetto al centralino di un ente. L’invalidità che gli era stata certificata fin dal 2011, avrebbe dovuto impedirgli di svolgere le normali azioni di vita quotidiana. Invece, dopo lunghi pedinamenti e appostamenti, le Fiamme Gialle di Pontedera hanno potuto appurare che si muoveva in maniera autonoma, con assoluta disinvoltura: l’uomo è stato filmato mentre usciva di casa, passeggiava da solo, faceva acquisti nei negozi, scegliendo con cura i prodotti da acquistate, pagava regolarmente e senza intoppi. In qualche occasione è stato visto controllare, con grande perizia, il resto del denaro che gli veniva dato. E tra le sue funzioni, accompagnava anche una figlia, minore, a scuola.
L’uomo in questi quattro anni ha percepito una indennità di accompagnamento di mille e duecento euro mensili. Simulando abilmente un grave stato di invalidità è riuscito a farsi riconoscere dall’Asl di Pisa i benefici che la legge prevede per le persone che non ci vedono. Per questo motivo è stato denunciato alle autorità giudiziarie per truffa ai danni dello stato. È stato anche disposto il sequestro cautelativo dei beni che sono necessari a risarcire l’Erano per aver percepito illegittimamente l’indennità di invalidità quantificata in un importo complessivo che supera, di poco, i 47mila euro. La sede dell’Inps, l’istituto di previdenza sociale di Pisa, ha già provveduto a sospendere il pagamento dell’indennità di accompagnamento.
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