Sicurezza
Tornerà per un giorno l’esperienza del Chiarugi
L’associazione Lec sta organizzando il primo “Redemption Party” All’esterno dell’ex manicomio ci saranno artisti, musicisti e vecchi ospiti
VOLTERRA. Il Chiarugi tornerà a rivivere. Anche se per un giorno, l'ex padiglione manicomiale, un tempo cuore pulsante dell'attività creativa e ricreativa volterrana, chiuso sette anni fa per problemi strutturali, sarà al centro di quello che gli organizzatori hanno definito l'evento Lec (Libera espressione creativa) dell'anno. Sarà come un ritorno alle origini in quel luogo che è stata la casa sia della disperazione che della creatività.
A lanciare l'idea di un revival è infatti l’associazione nata sulle ceneri del Chiarugi, che a esso si è sempre ispirata.
«Vogliamo tornare a condividere quell'energia unica - spiega il presidente Nico Bruchi - coinvolgendo il maggior numero di persone possibile. L'obiettivo è riunire le realtà artistiche e culturali di quel tempo per una giornata indimenticabile».
Allo scopo saranno contattati quanti avevano nel Chiarugi un punto di riferimento imprescindibile: da chi gestiva un corso di pittura a chi usava quegli spazi come sala prove.
Sulla natura dell'evento ci sono ancora poche certezze. È sicuro che si svolgerà al di fuori dello stabile, a causa delle precarie condizioni infrastrutturali.
I promotori pensano a un evento-simbolo, una kermesse di concerti e rappresentazioni apolitica, per tutti, a metà fra la rievocazione di radici comuni e una sorta di riscatto: non a caso, il nome scelto è “Chiarugi Redemption Party”.
«Alcune risposte positive sono già arrivate - continua Bruchi - ma il lavoro si preannuncia lungo e impegnativo: vogliamo costruire l'evento insieme ai vecchi inquilini del Chiarugi».
Un primo incontro era in programma ieri sera presso la sede dell'associazione, in via Trento e Trieste.
«Butteremo giù le prime idee, ci confronteremo e inizieremo a contarci. Ne seguiranno altri, più specifici, per definire i dettagli».
Soprattutto, si cercherà di rispondere alle domande più urgenti: «Si tratta di capire chi è disposto a fare cosa - specifica il presidente di Lec - noi, come associazione, siamo disposti ad accollarci la responsabilità logistica e legale. Abbiamo già richiesto un appuntamento al sindaco, che speriamo possa svolgersi a breve».
Gli interessati sono invitati a partecipare, presentandosi agli incontri o contattando l'associazione sul sito internet liberaespressionecreativa.com, dove è già stato creato un apposito spazio dedicato all'evento, nel quale confluiranno gli sviluppi dell'iniziativa.
Filippo Bernardeschi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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