Il Tirreno

Pontedera

«Se apro un altro negozio sarà lontano da Pontedera»

«Se apro un altro negozio sarà lontano da Pontedera»

Tra poche settimane chiude Tiffany, punto vendita di abbigliamento femminile La titolare: «Questa città non ha futuro, deve prendere esempio da Bientina»

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PONTEDERA. «Chiudo e da un lato sono sollevata, perché così posso riaprire un altro negozio in una città diversa da Pontedera, dove la situazione del commercio avrebbe bisogno davvero di numerosi interventi». È il grido di Giulia Pistolesi, titolare di Tiffany, punto vendita di abbigliamento femminile che cesserà l’attività nei primi giorni di agosto. La vetrina dell’attività commerciale, del resto, parla chiaro: «sconti dal 50 all’80%». Ma Giulia non si rammarica più di tanto per la chiusura obbligata: «Mi sono sentita dire spesso che, essendo giovane, non dovevo mollare. Ma un negozio si porta avanti con i numeri. E a Pontedera i conti economici non reggono più».

La sua analisi parte dal fatto che la clientela è disposta a spendere sempre meno. «Spesso arrivano donne che vogliono un vestito da cerimonia – racconta – Ma quando dico che costa 150 euro spiegano che ne vogliono spendere solo 40. E vanno nelle grandi catene, dove la qualità è sicuramente inferiore». Ma prosegue con il bacino d’utenza ridotto che offre la Valdera: «In questa città sono diminuiti i negozi che attiravano il grande pubblico. E calando i potenziali clienti, fatalmente, diminuiscono anche le possibilità di entrate per le attività commerciali. Per non parlare dello spostamento del tribunale che, in molti giorni della settimana garantiva vendite più o meno costanti».

Ma se questa disamina può essere comune a varie città simili a Pontedera, la negoziante entra nel merito di questa realtà: «Non c’è sostegno. Mancano iniziative che sopperiscano ai problemi economici della classe media. Invece non mi sembra che ci sia molta programmazione. Lo spostamento della Notte bianca a settembre è un esempio di quanto non si comprendano le esigenze di chi fa commercio, perché in quel periodo gli assortimenti della merce invernale non sono ancora completati». Critiche all’operato del Comune, ma anche ai suoi colleghi da parte di Giulia, ai quali porta l’esempio di quelli di Bientina: «I bientinesi sono uniti, si fanno in quattro per allestire feste e iniziative che facciano parlare. A Pontedera, invece, ognuno marcia per conto proprio, criticando e basta l’operato degli altri. E i risultati, purtroppo, sono davanti agli occhi di tutti».

Andreas Quirici

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