«In scena con lo spirito di Papa Francesco»
Il presidente della Fondazione Istituto Dramma popolare: «Un’opera creata in base ai nostri principi»
SAN MINIATO. «Il Dramma Popolare di quest’anno è un’autentica novità per la Festa del teatro. Perché si tratta della prima volta in cui è stato realizzato uno spettacolo ritagliato sulle nostre esigenze e sui principi che muovono la nostra attività». Così il presidente della Fondazione Istituto Dramma popolare di San Miniato, Marco Gabbanini, presentando “Finis Terrae”, l’evento clou del cartellone 2014.
Il tema dei migranti della tragedia dei barconi è nato da una visita fatta dallo stesso Gabbanini e alcuni suoi collaboratori al regista Antonio Calenda a Trieste, dove stava andando in scena lo spettacolo di Simone Cristicchi sulle foibe. «Da quella rappresentazione abbiamo pensato alla povertà di San Francesco e alle parole di Papa Bergoglio che cita spesso i poveri della terra – racconta il presidente – E siamo giunti alla decisione di voler parlare dei migranti e delle stragi che, purtroppo, quasi ogni giorno avvengono nel mare del Mediterraneo».
“Finis Terrae”, quindi, è stato commissionato al drammaturgo Gianni Clementi con l’idea di mettere in scena un’opera di stretta attualità. «Il fatto che ci siano nel cast anche attori africani – ribadisce Gabbanini – rende tutta la rappresentazione un momento unico e molto vero di quello che accade sulle spiagge di Lampedusa e di altre località del Mediterraneo».
Ma il presidente pone l’accento anche sul ruolo fondamentale della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e del suo presidente Antonio Guiccirdini Salini: «Dobbiamo tutto al sostegno della Fondazione e del suo presidente che, da quando è in carica, non ha mai ridotto il contributo economico per la nostra attività. L’arte e la cultura hanno bisogno di personaggi ed enti di questo tipo e con questa passione».
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