Il dolore
Dubbi in maggioranza sui terreni che “scottano”
Dopo la mozione presentata dalle opposizioni per chiedere l’annullamento della variante di monitoraggio il sindaco relaziona alla commissione urbanistica
CASCINA. La mozione presentata da alcuni consiglieri dell’opposizione è di quelle che, soprattutto per la mole di documenti allegati e che somigliano tanto agli atti di un’inchiesta, difficilmente potrà passare inosservata al prossimo consiglio comunale di Cascina, convocato per martedì mattina alle 9.30. In sostanza Michele Parrini e Massimo Tonelli della Lista Civica, Marcello Biasci e Rosario Mirabile dell’Idv (partito fino a poco tempo fa nella maggioranza), Alfio Turco (uscito da Sel) e Mario Biasci ex Forza Italia chiedono al sindaco Alessio Antonelli e alla maggioranza di rivedere le scelte urbanistiche che sono alla base della variante di monitoraggio al regolamento urbanistico. Anzi, i firmatari della mozione dicono che la variante è da annullare in quanto c’è stata una «presunta divulgazione da parte di ignoti di notizie riservate a vantaggio di soggetti privati». La mozione è sostenuta da una serie di documenti allegati che partono dai contratti di acquisto di alcuni terreni nella zona commerciale e artigianale di Navacchio. Terreni che, e i consiglieri non ci girano neppure troppo intorno, sarebbero stati al centro di una speculazione proprio perché chi li ha acquistati, così come chi li ha venduti, aveva le idee abbastanza chiare su quella che sarebbe stata la loro ultima destinazione. Cioè da agricoli sarebbero diventati edificabili.
Ad acquistare la maggior parte delle aree che “scottano” è stata Unicoop. Terreni di Etruria Investimenti (la stessa società che ha visto trasformarsi i volumi della Mostra del mobilio a Cascina in 5mila metri quadrati di commerciale e altri 15mila metri quadrati di varia destinazione nella cittadella dello sport) e dell’istituto per il sostentamento del clero ma anche dell’azienda agricola Cerri Desio e Roberto. I terreni, pur essendo agricoli, sono stati acquistati a prezzi più alti del loro valore reale ma nessuno degli atti di compravendita è stato vincolato ad una successiva verifica della destinazione d’uso. Insomma, sostiene buona parte dell’opposizione, che ha fatte le operazioni era certo del risultato finale.
«I terreni sono stati acquistati in via definitiva ad uso agricolo – scrivono i consiglieri – nonostante il prezzo molto più vicino ad uno edificabile e senza vincolare gli atti ad alcuna condizione. Viene lecito domandarsi il perché». Accuse pesanti. La maggioranza vorrebbe che la mozione non arrivasse in consiglio o che comunque venisse trovato una sorta di accordo prima della riunione di martedì 22. Per questo è stata convocata una commissione urbanistica per lunedì 21. I documenti allegati alla mozione avrebbero avuto un certo effetto anche all’interno della maggioranza. L’esito della discussione potrebbe non essere scontato anche alla luce di alcune perplessità avanzate da alcuni consiglieri.
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