La manifestazione
«Niente affitto dal maggio 2013»
Il racconto della proprietaria di una casa che ormai è diventata solo un costo
CASTELFRANCO DI SOTTO. «Più di un anno senza riscuotere l’affitto, e adesso pure ostacolata per entrare in una casa che è mia». È una storia figlia dei tempi quella che ci arriva da Castelfranco. Una storia abbastanza comune ma ugualmente indicativa. A raccontarla è la castelfranchese Daniela Gozzi, che vuole segnalare una disavventura che sta vivendo sulla propria pelle, legata all’affitto di un immobile che adesso si è trasformato solo in aggravio economico, con tanto di battaglia legale, per un appartamento di cui non riesce a tornare in possesso.
Un appartamento affittato dal 2009 a una coppia di stranieri, con una bambina che ha da poco compiuto i cinque anni. «Persone per bene, istruite – ricorda Daniela Gozzi – Una famiglia con la quale mai avrei immagino di ritrovarmi in una situazione del genere». Famiglia che ha tenuto fede per anni al contratto d’affitto, almeno fino alla fine del 2012, quando l’uomo si è ritrovato senza lavoro, messo in mobilità da un’azienda della zona nella quale lavorava. «All’epoca mi fece presenti le sue difficoltà – ricorda Gozzi – Compresi la situazione e cercai di sorvolare andando incontro alle loro necessità. Del resto, dopo pochi mesi tornarono a pagare regolarmente, anche perché nel frattempo la moglie era riuscita a trovare lavoro».
È da quel momento, però, che sarebbero iniziati i problemi: «Da quando la famiglia è ricaduta sulla spalle della donna – sostiene – hanno smesso improvvisamente di pagare. Dal maggio del 2013 non ho più visto un solo mese di affitto». Inevitabili lo scontro e le richieste di spiegazioni senza successo, che hanno spinto la proprietaria a intraprendere le vie legali. Nel frattempo, lo sfratto fissato al 10 giugno è caduto nel vuoto, mentre l’uomo, ormai senza lavoro, si è ritrovato col permesso di soggiorno scaduto.
«Eppure restano lì, senza pagare - prosegue la donna – in attesa della casa popolare, mentre noi non possiamo che attendere l’ufficiale giudiziario per lo sfratto esecutivo». Così, il 4 luglio, è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: «Mi ero presentata all’appartamento per mostrarlo ad alcuni amici di mia figlia – spiega la donna - nella speranza di poterlo affittare a un altro inquilino. E lì è scoppiato un diverbio, molto accesso, nel quale il marito ha pensato addirittura di telefonare ai carabinieri, che ci hanno convocati in caserma per la mattina dopo. La cosa mi ha molto colpita, perché mi sono ritrovata in caserma a dover fornire spiegazioni rispetto a una situazione che sta diventando davvero assurda. Parlando con i militari, mi hanno spiegato di non avere alcun potere. È una cosa incredibile, perché lo Stato ci chiede tanto, soprattutto in termini di tasse, ma poi non è in grado di trovare soluzioni a casi difficili come questo».
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