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VolterraTeatro: lunedì si parte

VolterraTeatro: lunedì si parte

Al via la ventottesima edizione. Punta di diamante la piece in carcere su Genet

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VOLTERRA. Inizia lunedì la ventottesima edizione del festival VolterraTeatro, la kermesse a cura di Carte Blanche e con la direzione artistica di Armando Punzo.

Secondo una formula collaudata, il festival si propone di fare del carcere e della città un solo grandissimo, immenso palcoscenico naturale, di unire luoghi, pratiche artistiche e persone in una sola grande opera d'arte.

Confermando la storica vocazione alla contaminazione dei più avanzati linguaggi dell'arte il festival intreccerà teatro, musica, danza, poesia e arti visive in un progetto denso e organico che abiterà tutti gli spazi di Volterra e degli altri comuni del festival, Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Montecatini Val di Cecina per un’intera settimana.

VolterraTeatro è promosso dai Comuni di Volterra, Pomarance, Castelnuovo e Montecatini e dalla Regione Toscana e Provincia di Pisa.

Un contributo importante proviene anche dal Consorzio Turistico Volterra Valdicecina, ente attivo sul territorio della Val di Cecina, da anni al fianco del Festival.

Quest’anno, a partire dalla tragedia dei crolli delle mura medievali di Volterra il festival intende riflettere sull'idea di "Ferita".

Oltre la ferita visibile della terra, per avvicinarsi a quella invisibile, umana, personale, dell'artista, e insieme di una città che proprio per rimarginare quella ferita della terra prova coraggiosamente a stringere ancora più forte i legami, le relazioni tra le persone, i rapporti umani.

In una città ferita un festival che metta al centro una ferita ancora più profonda, che vada sotto la superficie, sotto quello che si può vedere, per aprire gli occhi sulla terra che frana sotto i nostri piedi in silenzio.

Una ferita dolorosa ma estremamente luminosa da immaginare come occasione per rendere visibile il punto di rottura, per stillare dal dolore una bellezza intensa, per trasformare la debolezza in una grandissima forza.

Lunedì si debutta con Il Teatro delle Ariette in scena con “Teatro naturale? Io il couscous e Albert Camus”, un lavoro sull'oggi, in cui il passato della storia di una diciassettenne, che inseguendo l'amore vive una piccola odissea personale fatta di incontri, di scoperte, di sconfitte e di viaggi, da Bologna alla Francia e dalla Francia al Mediterraneo, alla Spagna, all'Algeria, si intreccia al presente dell'atto teatrale in sé che vive sempre e comunque nella dimensione del qui e ora.

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