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Pontedera

Polo, due nuove aziende grazie a droni aerei e App

Polo, due nuove aziende grazie a droni aerei e App

Si tratta di imprese innovative ma che nascono da un team consolidato Ieri la presentazione con un occhio rivolto ai possibili utilizzi della tecnologia

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NAVACCHIO. Le applicazioni per dispositivi mobili e i droni aerei, due mondi affascinanti e in rapida evoluzione tecnologica, sono gli ambiti di lavoro delle due nuove aziende appena insediatesi nell’incubatore del Polo Scientifico e Tecnologico di Navacchio. A presentarle il direttore del Polo Elisabetta Epifori: «La particolarità di Beeapp e Dronesense - questi i nomi delle due aziende - è che sono sì aziende innovative, ma non nascono all’improvviso dall’estro di un singolo. Sono bensì aziende formatesi attorno ad un team già consolidato, con una buona esperienza alle spalle e con ottime prospettive future di crescita». L’esperienza di Beeapp, guidata dai giovani Giacomo Bosio e Ludovico Giammarino, ha a che fare con le applicazioni per i principali sistemi operativi sin dal 2009. «Praticamente - ci dice Bosio - lavoriamo con le App sin dalla loro nascita. Ecco spiegato perché, sebbene Beeapp sia nata nell’ottobre 2013, abbiamo già nel nostro portfolio App di assoluto rilievo come quelle per Radio101 o per l’edizione 2013 di Xfactor, o come la locale “Ciao Livorno”». Ma cosa c’è nel futuro delle App? «Per quel che ci riguarda - risponde ancora Bosio - ci stiamo indirizzando verso lo sviluppo di applicazioni proprie, non soltanto commissionateci da soggetti esterni, capaci di interagire con più apparecchi elettronici, con particolare interesse per il settore dell’abbigliamento». Di tutt’altra natura l’esperienza che ha portato alla nascita di Dronesense, già pienamente capace di progettare, costruire e impiegare droni aerei per i più disparati utilizzi. Con una particolare attenzione per l’ambiente e la protezione civile, perché tutti i fondatori di Dronesense sono volontari della Misericordia. Ma c’è dell’altro: la passione per l’aeromodellismo di alcuni ha incontrato le capacità ingegneristiche di altri, per dar vita un progetto lavorativo con grandi prospettive. In Dronsense operano, a vario titolo, Dario Fanciullacci, Pasquale Adobbato, Simone Bacci e Alessandro Annunziati, i quali di recente hanno messo a disposizione droni e competenze per il monitoraggio della piena dell’Arno, della frana di Volterra, della fortezza della Verruca e persino per il transito dei cetacei fra l’Elba e Pianosa, su richiesta del Centro Ricerca Cetacei. Del resto, gli ambiti nei quali è possibile impiegare questi droni (in gergo tecnico Apr, aerei a pilotaggio remoto), quando dotati di telecamere e sensori ad hoc, sono infiniti. «Per esempio, possiamo verificare lo stato di zone agricole - spiega Fanciullacci -, oppure di aree di interesse paesaggistico e ambientale, sia per fini turistici sia di protezione civile. Possiamo anche effettuare sopralluoghi in zone difficilmente accessibili a costi ridotti, e realizzare rendering tridimensionali di qualsiasi oggetto d’ispezione, sia esso un terreno o la parte inferiore di un viadotto. Non a caso ci piace definire i nostri Apr occhi su misura: in base alle esigenze possiamo personalizzarli con qualsiasi tipo di telecamera o rilevatore».

Guido Bini

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