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«Vuoi costruire? Dammi 15mila»

di Sabrina Chiellini
«Vuoi costruire? Dammi 15mila»

Nuovi particolari nella vicenda delle presunte tangenti legate al geometra Restivo arrestato a maggio

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CASCINA. Mettere insieme i vari pezzi non deve essere semplice. Anche perché Procura e guardia di finanza si trovano a dover ricostruire vicende vecchie, che risalgono anche a sei anni fa. Le indagini sono indirizzate a scoprire un giro di presunte tangenti che coinvolgerebbe dipendenti comunali e in cui il geometra Gaetano Restivo, arrestato alla fine di maggio mentre incassava una mazzetta, avrebbe avuto un ruolo di intermediario. Stamani in Procura a Pisa ci saranno nuovi interrogatori dopo le perquisizioni avvenute in municipio la scorsa settimana.

Il punto è capire quanto Restivo si sia vantato in maniera impropria di poter contare su certe amicizie in Comune e quanto, invece, le promesse che faceva ai clienti ai quali chiedeva soldi avessero un fondamento.

Dopo l’arresto di Restivo sono stati indagati in stato di libertà una vigilessa e un tecnico comunale accusati di avere occultato una casa in legno abusiva durante un soprallugo che doveva invece servire ad evidenziare eventuali illeciti in via Vicinale dei Molini a San Lorenzo alle Corti.

Restivo, in concorso con uno o più funzionari del Comune che non sono ancora stati identificati, viene tirato in ballo anche per un’altra storia avvenuta tra il 2009 e l’inizio di quest’anno. La proprietaria di un terreno agricolo situato in via San Rocco a Cascina aveva consegnato a Restivo 15mila euro con tre assegni da 5mila euro che dovevano servire, a detta di Restivo, a convincere dipendenti del Comune a intervenire per rendere edificabile l’area. Quando la cittadina ha visto che l’affare non andava in porto, lo scorso gennaio, ha chiesto ed ottenuto da Restivo la restituzione del denaro.

Lo stesso tecnico è indagato in concorso con l’ex dirigente del Suap, che ora lavora in un Comune della Versilia, e con un’altra funzionaria che istruiva pratiche allo Sportello unico attività produttive per un’altra vicenda (si parla di una mazzetta da 10mila euro ma è incluso anche il compenso del geometra) che riguarda uno studio professionale chiuso dai carabinieri del Nas e che doveva riaprire al più presto.

Infine Restivo è indagato, sempre come intermediario, con un altro tecnico del Comune, che si è da poco dimesso dall’incarico ventilando una causa per mobbing, per avere assegnato un lavoro di ristrutturazione a una ditta “amica” del dipendente comunale stesso che per questa operazione avrebbe ricevuto un dono da 1.500 euro sempre d’accordo che Restivo che era stato nominato direttore dei lavori dello stesso cantiere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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