Il Tirreno

Pontedera

La rabbia dei genitori «Perché lo scoprite ora?»

di Sabrina Chiellini
La rabbia dei genitori «Perché lo scoprite ora?»

Scuola a rischio sismico, accesa riunione con gli amministratori di Crespina Il sindaco: «La soluzione da adottare la troveremo con la dirigente e le famiglie»

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CRESPINA. «Vista la grave vulnerabilità dell’opera sia alle azioni controllate dall’uomo sia rispetto alle azioni ambientali, si conclude che il fabbricato necessita di interventi di consolidamento necessari ed improcrastinabili, da valutarsi anche in funzione dell’interesse strategico dell’edificio e alla rilevanza che un eventuale collasso della struttura comporterebbe, tenendo conto che l’edificio non solo ospita una scuola, ma durante gli eventi sismici potrebbe dover assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile». Parla chiaramente la relazione tecnica che dichiara non sicura e quindi da chiudere la scuola media di Crespina. Insomma, i pilastri di cemento armato sono di una qualità nettamente diversa da quella che risulta dai documenti del collaudo. È tutto molto chiaro, a parte le responsabilità.

Così ora che la verità è stata scoperta, da una parte i genitori sono disperati al solo pensiero di quello che sarebbe potuto succedere se ci fosse stato un forte terremoto durante l’orario scolastico. L’avere saputo, con 45 anni di ritardo, che la scuola media “Cozzi” di Crespina è stata realizzata con materiali scadenti, non conformi alla normativa e a quanto dichiarato dal collaudo, ha creato angoscia nelle famiglie.

Dall’altra parte i genitori sono preoccupati per le soluzioni che il Comune di Crespina Lorenzana riuscirà a mettere in campo ora che il sindaco con un’ordinanza ha chiuso la scuola in quanto non è sicura e quindi è inagibile. Il tempo a disposizione è stretto: tra un mese e mezzo comincia il nuovo anno scolastico. «Decideremo insieme alla dirigente scolastica Daniela Pampaloni – spiega il sindaco Thomas D’Addona – la soluzione da attuare. Ai genitori abbiamo prospettato l’ipotesi di due capannoni, uno a Lavoria e l’altro a Laura, vicino a Fauglia, che dovranno essere adattati a scuola. Oppure c’è la possibilità di noleggiare moduli abitativi prefabbricati che saranno usati per il tempo necessario per costruire una nuova scuola media, credo non prima di due anni».

La rabbia dei genitori quando hanno saputo che la scuola media non è sicura, che è a rischio crollo in caso di un terremoto, è stata enorme. E non è stato facile per il sindaco gestire l’assemblea pubblica indetta proprio per spiegare alle famiglie che la scuola era stata dichiarata inagibile con tanto di ordinanza di chiusura. «Vedremo le responsabilità anche se sono passati molti anni – dice il sindaco – ho presentato un esposto ai carabinieri in cui chiedo che sia fatta chiarezza sulla vicenda. Ci sono varie responsabilità a seconda dei ruoli. Certo che la scuola è stata realizzata con materiali di una qualità nettamente diversa da quella che risulta dal collaudo depositato in Comune. In questi anni nessuno ha mai messo in dubbio la sicurezza dell’edificio in quanto i documenti depositati a partire dal collaudo sembravano in regola».

La verifica di vulnerabilità sismica richiesta dal Comune ha portato alla luce una realtà da choc. Come è stato possibile? Si possono ipotizzare negligenzeda parte dell’azienda che ha costruito ma anche del direttore dei lavori e di chi ha collaudato.

I genitori, e c’è chi non ha esitato a gridarlo in faccia agli amministratori, sono anni che si lamentano per le condizioni della scuola. «Come è possibile che una scuola sia stata controllata 40 anni dopo? – hanno chiesto molti genitori e c’è scappato pur un “buffone” di troppo – le aule sono piccole, i bambini dovevano fare ricreazione su un pianerottolo. Sono anni che il Comune promette interventi nei vari edifici scolastici e poi non fa niente di concreto. Se le scuole dovevano essere controllate dal 2008, in base alle indicazioni della legge, come mai è stato fatto solo ora?». «Guardando la scuola dall’esterno si capisce che sono stati usati materiali scadenti – è il parere dei genitori che non vorrebbero mandare a lezioni i figli in un container – E poi alcuni genitori avevano segnalato alla direzione che i solai vibravano in maniera strana». «Nessuno è mai intervenuto, anzi hanno sempre detto che la scuola media era sicura. Come mai a nessuno si è accesso un campanello d’allarme?» ha detto Luca Polizzano, un rappresentante dei genitori.

«L’amministrazione di Crespina – ha detto Lucia Felicioli, candidata alle amministrative per la lista In Comune – ha dato priorità a tutto tranne che alla scuola e queste sono le conseguenze. Se la verifica fosse stata fatta nel 2008 forse oggi le cose sarebbero andate diversamente. Ora c’è da gestire l’emergenza evitando situazione arrangiate».

Nei prossimi giorni, forse prima della fine di questa settimana, l’amministrazione deciderà come procedere per assicurare ai 130 bambini della scuola media il diritto a seguire le lezioni in ambienti sicuri.

Presto la relazione che dichiara la scuola insicura (costata per questa parte circa 7mila 500 euro) sarà pubblicata sul sito. Non saranno invece resi noti, così ha spiegato il sindaco, i nomi dei professionisti che in qualche modo potrebbero essere coinvolti nella vicenda. «Il calcestruzzo che è stato usato per i pilastri si sbriciola facilmente – spiega l’ingegnere, Gianfranco D’Alascio, che ha firmato la periizia tecnica –La scuola non ha i requisiti di sicurezza previsti dalla legge. Come questo sia stato possibile potrà essere accertato, anche se non sarà semplice visto che è passato molto tempo, dalla magistratura». Intanto, visto che ora è chiaro che molte strutture dell’edificio non sono in grado di sopportare sollecitazioni indotte meglio non correre altri rischi e trovare ai ragazzi un’altra sistemazione.

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