Il Tirreno

Pontedera

Incentivi e sgravi per chi adotta Fido dal canile

di Giacomo Pelfer
Incentivi e sgravi per chi adotta Fido dal canile

Le politiche dei Comuni del Valdarno contro gli abbandoni I successi di Castelfranco: trovata casa al 90% degli animali

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SAN MINIATO. Smarriti, talvolta dimenticati o abbondati, in altri casi randagi cresciuti in libertà. Sono i cani di cui i Comuni sono chiamati a farsi carico, attraverso il servizio di cattura e custodia presso canili convenzionati, di solito con l’aiuto di associazioni attive sul territorio. Animali che in molti casi vengono restituiti ai legittimi proprietari, soprattutto se opportunamente micro-chippati, ma che in molti altri restano senza casa e senza padrone, destinati a stazione per mesi, anni, talvolta per sempre in attesa dell’adozione.

Un servizio che in media grava sulle casse comunali di circa 1000 euro per ogni permanenza di durata annuale, e che vede le amministrazioni impegnate, da un lato, a garantire servizi di qualità a tutela del benessere animale, e dall’altro nella sensibilizzazione per incentivare le adozioni. Castelfranco. Passando in rassegna i Comuni del Valdarno, si scopre che i risultati più significativi, in questo campo, sono quelli raggiunti dall’amministrazione di Castelfranco, che in pochi anni è riuscita a trovare casa a quasi il 90% dei cani ospitati nella struttura Fattoria La Cappuccino di Querce, nel Comune di Fucecchio, passando dagli oltre 60 animali di qualche anno fa agli attuali 7, con una spesa che si è ridotta da circa 70mila e 6800 euro l’anno. Il merito è del progetto “Adotta un amico”, elaborato in collaborazione con l’associazione “Amici animali a quattro zampe”, che ha previsto una serie di incentivi economici senza dubbio allettanti.

Per ogni cane adottato, infatti, viene concesso un contributo forfettario di 25 euro al mese per tutto il primo anno (divisi in tre tranche da 100 euro). Inoltre, è previsto il rimborso delle spese veterinarie, fino ad un massimo di 100 euro per il primo anno dall’adozione e di altrettanti per i due anni successivi. Santa Croce. L’amministrazione di Santa Croce, invece, è l’unica in zona ad essersi dotata di un canile sanitario accreditato dall’Usl, gestito dalle associazioni “Amici miei” e “Aristogatti”, dove gli animali vengono custoditi per alcuni mesi prima di essere trasferiti in una struttura di Pistoia.

«Quelli traferiti sono comunque pochissime unità – spiega l’assessore Marco Baldacci – di solito riusciamo a restituire o a dare in adozione quelli che entrano nel nostro canile. Merito soprattutto della passione dei volontari». Dei 32 ingressi registrati dal luglio 2013 al luglio 2014, 17 sono gli animali restituiti ai proprietari, a fronte di 11 attualmente presenti nella struttura, di cui 3 prossimi all’adozione. Il servizio costa complessivamente 30 mila euro. San Miniato. Terra di caccia e di tartufi, San Miniato vanta una popolazione canina non indifferente. Non a caso è stato il primo Comune di zona ad approvare nel 2009 il regolamento sugli animali d’affezione, con l’istituzione di uno sportello (il Suta) gestito dalla polizia municipale. Oltre un centinaio gli animali trattati ogni anno, fra entrate e uscite, presso il canile Valdiflora di Pescia in collaborazione con l’Enpa. Ad oggi ne sono ospitati 48, anche se dalla polizia municipale spiegano che il numero, probabilmente, aumenterà prima dell’apertura della caccia, quando si conta il maggior numero di smarrimenti e talvolta di abbandoni. Montopoli.

I numeri del comune di Montopoli, infine, sono influenzati dalle catture dei cani randagi effettuati l’estate scorsa in Varramista (vedi box). Dai 6 cani del luglio 2013 si è passato agli attuali 17, custoditi presso la “Pensione per Cani e Gatti Certosa” di Montespertoli. Grazie all’aiuto degli “Amici degli animali a 4 zampe”, è stato possibile adottare 11 cani nel corso del 2013 più altri 2 dall’inizio di quest’anno.

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