Il Tirreno

Pontedera

Il porta a porta totale farà aumentare le tariffe

Il porta a porta totale farà aumentare le tariffe

Il sindaco Millozzi in consiglio comunale: «Costruiremo qui la filiera green» E sul commercio: il rilancio parte anche dalla riqualificazione del centro

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Crescita, solidarietà e democrazia. Sono i binari su sui viaggia la proposta di città che il sindaco Simone Millozzi ha presentato, nella sua relazione programmatica, al consiglio comunale che, tra sette giorni, sarà chiamato a discutere il bilancio di previsione del 2014.

La crescita. «Dobbiamo stare al fianco degli operai, non solo quelli della grande fabbrica», dice Millozzi. Sul fronte del lavoro l’idea è di rendere appetibile la zona industriale di Gello. «La vicenda del progetto Apea, per due milioni di investimenti, s’è sbloccata dopo un ricorso al Tar – prosegue il sindaco – Ora dobbiamo incontrare le aziende, raccontare loro le opportunità che questo progetto dà, che offre il mettersi in rete». Nella stessa direzione va la linea ferroviaria che dal Chiesino dovrà collegare Pontedera a Livorno («parlerò con il nuovo sindaco di Livorno, per spiegargli le potenzialità di questo progetto»). E l’autodromo: «spero che si faccia, sarà un volano per l’economia cittadina».

Anche la riqualificazione del Dente Piaggio farà crescere la città. «Voglio che dia l’immagine di quelle eccellenze che oggi ci sono ma che non sono visibili», spiega Millozzi.

L’Unione dei Comuni. «È stata una intuizione politica prima, poi amministrativa. Ora occorre puntare ad accaparrarsi le funzioni che non saranno più assegnate alle province: formazione, lavoro, centri per l’impiego, parte del turismo».

Il prossimo anno sarà cruciale, entro l’anno occorrerà associare delle funzioni fondamentali: 12 per i comuni fino a 5mila abitanti. Millozzi parla anche dell’organico. «Credo che si debba arrivare, se non a una pianta organica unica, almeno integrata, tra Unione e singoli Comuni».

L’idea di città. «Occorre chiudere la partita dell’approvazione del regolamento urbanistico. Sull’adozione siamo stati in ritardo di due anno e mezzo. Non solo per dare certezze agli investitori. Noi abbiamo sempre parlato di sostenibilità della crescita. Pontedera cresce, ogni anno 200 abitanti in più. Va accompagnata, com’è avvenuta fino a oggi, da infrastrutture, da verde: il piano strutturale lo vedo ad ampio raggio. L’ultimo è del 2004, ha “guidato” per anni i criteri della crescita».

Uno strumento che servirà a programmare anche la viabilità della città («punteremo sulla mobilità elettrica»).

Il commercio? Il rilancio si affronta su diversi piani. Occorre mettersi a un tavolo e discuterne. A partire dalla riqualificazione del centro storico.

Aspetto sociale. «Proviamo a rinnovare il patto di comunità per non lasciare indietro nessuno: è questa la città solidale che immagino». Dobbiamo consolidare le cose fatte e dare risposte alle emergenze nuove. La nuova comunità della Badia è importante per il recupero di chi ha problemi con le dipendenze. Va fatto un passo ulteriore, un percorso d’uscita dalla struttura. Penso a laboratori». Anche l’ospedale Lotti fa parte della politica della solidarietà. «Ho chiesto al direttore generale di porre rimedio alla mancanza di un primario per la chirurgia e l’urologia. Ed entro fine anno nascerà la Casa della salute, ma mi batterò perché rimanga lo spirito della Società della Salute». Sul fronte della scuola a gennaio dovrebbe essere pronta la scuola di S. Lucia e si potrà trasferire lì i bambini che oggi vanno alla Madonna dei Braccini. Al Villaggio scolastico occorre chiudere la partita con la provincia per la Palestra dell’Ipsia e le officine, che mancano. Ma in prospettiva, lì deve nascere un campus aperto, senza barriere.

Le società partecipate. «Affronteremo il tema nelle commissioni consiliari – spiega il sindaco – Le nostre sono poche e tutte con bilanci positivi. Occorre una politica severa di controllo. Va rafforzata. Ma su alcuni temi dobbiamo dire alcune cose: sui rifiuti, anticipo alcune linee che consolidano l’idea di città che fa un altro passo sulla raccolta differenziata».

I rifiuti. Oggi la città ha poco più del 55% di differenziata. «L’idea su cui lavorare da subito – è quella di estendere il porta a porta su tutto il territorio. Porterà aumento delle tariffe a carico dei cittadini. ma a medio e lungo termine, se produciamo meno rifiuti e meno indifferenziata, i costi possono essere tagliati». Non si risolverà così l’abbandono dei rifiuti. Ma il tema dei rifiuti non si esaurisce con la differenziata. «Vogliamo porci come polo ambientale del riciclo», è l’obiettivo di Millozzi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa