Finanza
Erba e degrado lungo la Francigena
La strada dei pellegrini, in località Poggio Adorno, fu costruita solo un anno fa
SANTA CROCE.
La Via Francigena inizia già a mostrare i segni del tempo. Non tanto quello dei secoli di storia ma degli ultimi mesi di mancata manutenzione, fra erba alta e minacciose crepe nel terreno che rischiano di rovinare un pezzo di tracciato inaugurato un anno fa.
È la segnalazione che arriva dal tratto santacrocese, in località Poggio Adorno, attraverso le foto dell’ex vigile della cittadina Enzo Olivieri.
Immagini che immortalano la situazione del nuovo percorso realizzato a fianco della trafficata via di Poggio Adorno, in direzione de Le Vedute, dove la strada dei pellegrini costeggia per alcune decine di metri la carreggiata stradale, prima di svoltare a sinistra, lungo un vecchio sentiero attraverso il bosco in direzione di Ponte a Cappiano.
Un tratto inaugurato nel luglio del 2013, costruito ex novo per offrire ai pedoni un percorso in sicurezza a lato della strada, e realizzato grazie ai fondi regionali della Francigena per un importo di 236mila euro.
«Negli ultimi giorni – racconta Olivieri – alcuni cittadini mi avevano segnalato il problema. Così, vista anche la recente inaugurazione di tutto il tracciato toscano, con tanto di taglio del nastro del governatore Enrico Rossi, lo scorso venerdì ho deciso di andare a controllare. Arrivato sul posto, non solo ho trovato il sentiero completamente invaso dall’erba alta, come del resto mi era stato segnalato, ma ho notato soprattutto delle grosse crepe lungo la staccionata, che minacciano di far franare il terreno da un momento all’altro».
Spaccature e fessure ben visibili, che corrono per almeno una decina di metri lungo il lato della massicciata, con la staccionata in legno che ha già iniziato a piegarsi vistosamente. Crepe larghe già alcuni centimetri, che sembrano destinate a incidere il terreno sotto la spinta delle piogge.
«Ieri pomeriggio sono tornato a controllare – riprende Olivieri – e dalla scorsa settimana la situazione era peggiorata dopo gli ultimi acquazzoni. Le crepe sono più larghe e più profonde, anche di 20 o 30 centimetri. Se non si corre ai ripari immediatamente c’è il rischio che con le prime piogge autunnali venga giù tutto».
L’ex vigile ricorda che lo stesso punto era già stato interessato da un grosso smottamento proprio durante i lavori per la costruzione del tracciato: «In tanti anni – conclude – non c’era mai stata una frana, mentre da quando hanno fatto i lavori ce n’è già stata una e un’altra sembra alle porte». (g.p.)
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