Il Tirreno

Pontedera

«Mai più una scuola in quell’edificio»

di Sabrina Chiellini
«Mai più una scuola in quell’edificio»

La struttura non può ospitare persone. La gente infuriata all’assemblea voluta dal sindaco: perché ve ne siete accorti solo ora?

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CRESPINA. La voce tra i genitori circolava da giorni. Ma quando il sindaco Thomas D’Addona ha spiegato che la scuola media di Crespina “Ersilio Cozzi” è a rischio crollo e di conseguenza deve essere chiusa in tanti si sono guardati tra di loro sconcertati. Come è stato possibile tutto questo? Sono infuriati. Pensano al pericolo che, ogni giorno, da oltre 40 anni, hanno corso gli alunni.«Perché non avete pensato anni addietro a migliorare e ampliare la scuola?».

Oggi una perizia tecnica dice che le strutture in cemento armato dell’edificio che fino agli anni Novanta ha ospitato le elementari prima di essere destinato alla scuola media non sono a norma. Non sono sicure. Una verità che nessuno si aspettava. Nel corso degli anni i tecnici che si sono occupati di interventi realizzati nell’edificio non hanno nascosto la loro convinzione che quella “gabbia” in cemento armato fosse sinonimo di garanzia di stabilità. Ma non era così. Il cemento armato non ha le caratteristiche necessarie a fare della palazzina un luogo sicuro. E quello che è peggio è che tutto questo contrasta con i certificati di collaudo e con i progetti agli atti in municipio. «È stata una sorpresa anche per noi – spiega la dirigente scolastica Daniela Pampaloni – e pensare che tutti insegnanti, non solo bambini e genitori, siamo entrati per anni in quell’edificio senza avere il minimo sospetto del rischio. Ma ora le cose sono cambiate. Ora che il Comune conosce la reale situazione deve intervenire». Ma le proposte avanzate nella riunione di ieri sera non piacciono: fondi dell’amministrazione sparsi nelle frazioni. O il ricorso a prefabbricati. «Porteremo i nostri figli in Comune, faranno scuola lì», ha detto provocatoriamente una mamma.

Nel corso degli anni, in tanti hanno vissuto le aule e gli spazi della scuola che si trova nella parte più bassa del paese. «Anche io ho frequentato la scuola media a Crespina – racconta l’assessore alla pubblica istruzione di Crespina Lorenzana, Irene Taliani – sinceramente quando il sindaco ci ha comunicato l’esito della verifica sulle strutture sono rimasta meravigliata. Nessuno poteva immaginare. Per me, come per i ragazzi che l’hanno frequentata, resta un luogo che si ricorda volentieri e che non viene certo associato a situazioni di pericolo».

Il sindaco Thomas D’Addona non ha perso tempo. Sono passati solo pochi giorni, da quando la relazione è arrivata sul suo tavolo. E ieri ha preso la decisione di chiudere la scuola.

«Questa struttura non potrà essere più utilizzata come scuola. Non è idonea – dice – Tutt’al più possiamo trasformarla in un magazzino, un deposito. Una struttura che, però, non potrà essere frequentata dalle persone. Intanto, adesso, decideremo come affrontare l’emergenza, in attesa di avere un nuovo edificio da destinare a scuola media».

Serviranno almeno un paio d’anni, se non ci saranno intoppi. Si andrà avanti utilizzando altri immobili a disposizione dell’amministrazione comunale o soluzioni più precarie come i containers o strutture prefabbricate. «Abbiamo un fondo al quale attingere per le emergenze, ma non basta. C’è da capire come accedere a finanziamenti che ci permetteranno di avviare subito la costruzione di un nuovo edificio – dice il sindaco – abbiamo già informato la Regione, scriveremo al ministero». Al presidente del consiglio Renzi aveva già inviato le sue richieste in tema di edilizia scolastica. «Abbiamo avuto un contributo – dice – Almeno sulla carta. Adesso dobbiamo trovare soldi per questa emergenza che si è venuta a creare».

Sabrina Chiellini

Emilio Chiorazzo

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