Gioco
Grazie a una App si può trovare parcheggio in fretta
Cubit, un consorzio del Polo di Navacchio, ha messo a punto il sistema Pickparking per condividere posti auto privati
CASCINA. Possedere un posto auto in città è un lusso ma anche un costo, soprattutto se resta a lungo inutilizzato. Allora perché non metterlo a disposizione degli altri a pagamento? Cubit, consorzio spinoff dell’Università di Pisa insediatosi da tempo nel Polo di Navacchio, ha messo a punto il sistema Pickparking per condividere posti auto privati, monetizzare dal loro sfruttamento e ridurre l’impatto ambientale di automobilisti in costante circolo nelle città alla disperata ricerca di un posto libero. Pickparking è stato elaborato da un team multidisciplinare sfruttando le tecnologie più avanzate, ma non è ancora un’idea di successo. Affinché diventi tale il consorzio Cubit, guidato da Giuliano Conti e Marco Magnarosa, si è prefissato di raccogliere 149mila dollari entro il 4 settembre. Da ieri, attraverso il portale internazionale di crowdfunding Kickstarter.com, chiunque nel mondo può sostenere il progetto Pickparking donando anche pochi dollari, con la promessa di ricevere una maglietta in regalo per contributi superiori ai 25 dollari. La scelta di un portale internazionale, confermano da Cubit, non è casuale: «Cubit - spiegano -, da sempre impegnato nel cercare di rendere le nostre città più intelligenti, sta espandendosi in Europa, America e Asia. Il crowdfunder Kickstarter ci consente di rivolgerci a una platea globale, raggiungendo una platea più ampia di potenziali investitori e di utenti, veicolando le prenotazioni dei primi sensori». Ma come funziona Pickparking? In primo luogo il posto auto deve essere dotato di un sensore PickParking, in grado di rilevare con esattezza se è occupato o meno. Quindi il proprietario, attraverso un’applicazione, sarà invitato a fornire tutta una serie di informazioni quali disponibilità, ubicazione e prezzo, e il gioco è fatto. Chi cerca parcheggio, una volta iscrittosi a Pickparking, non dovrà far altro che collegarsi con l’app specifica, per trovare il posto auto più vicino che fa al caso suo. I pagamenti saranno gestiti dal sistema. E’ quindi un sistema innovativo per la condivisione dei posti auto, pensato da Cubit soprattutto per il mercato americano e nord-europeo. In Italia, infatti, si sta iniziando a creare soltanto adesso una certa sensibilità intorno al tema dell’ottimizzazione delle nostre città mediante la condivisione, sia essa di mezzi, di spazi o di tempi. Per vedere Pickparking all’opera in Italia, insomma, forse ci vorranno degli anni. Ma a guardare Kikstarter l’idea di Cubit appare già vincente, considerato che in quattro ore ha già raccolto quasi 5mila dollari da una quarantina di sostenitori appena.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
