Sicurezza
Entro il 2015 i lavori al Poggio di Rocca
Dalla Regione in arrivo 40mila euro per il risanamento dell’area danneggiata dalle piogge
MONTOPOLI. Dovranno essere affidati entro la fine dell’estate i lavori di risanamento e messa in sicurezza del Poggio di Rocca, l’area nel centro storico di Montopoli che ospita i resti dell’antica cittadella medievale, e che da più di un anno è costretta a convivere con la frana apertasi lungo il versante sud della collina. Un’emergenza che attende adesso una soluzione definitiva, per una sito di rilevanza storica e di una certa importanza turistica.
Il progetto di risanamento, redatto lo scorso ottobre dall’Ufficio tecnico del Comune, è stato ammesso a finanziamento regionale per l’importo totale di 40euro euro. Risorse, quindi, che andranno a coprire il 100% dell’intervento, a patto però che i lavori risultino conclusi entro e non oltre il 31 dicembre 2014. È quanto si legge nella determina del 24 giugno scorso, con la quale si fissano le linee guida per l’affidamento e l’esecuzione dei lavori. L’obiettivo, ovviamente, è quello di restituire lo stato dei luoghi alla stessa situazione precedente al movimento franoso, ripristinando le condizioni di staticità del versante mediante interventi di ingegneria naturalistica. Per questo il Comune ha già provveduto all’affidamento di un incarico per la stesura di una relazione geologica sull’area.
Inoltre, trattandosi di un sito di rilevanza storica e archeologica, si renderà necessaria anche la presenza di un archeologo chiamato a sovrintendere i lavori per tutta la loro durata. Vista la ristrettezza dei tempi imposta dalla Regione, l’amministrazione ha scelto di accelerare l’affidamento attraverso la formula della procedura negoziata, invitando a propria scelta 10 ditte concorrenti ed evitando così la pubblicazione di un bando di gara. «È un intervento che faremo sicuramente – dice il sindaco Giovanni Capecchi – procedendo con l’affidamento nel più breve tempo possibile. Se ancora non l’abbiamo fatto, è solo a causa dell’incertezza generata dall’entrata in vigore della cosiddetta “centrale unica di committenza”».
In base alle nuove norme, infatti, dal primo luglio di quest’anno tutti i Comuni non capoluogo erano tenuti a procedere all’acquisizione di lavori, beni o servizi esclusivamente in forma consortile, avvalendosi delle Unioni dei Comuni o dei competenti uffici provinciali. «Solo dallo scorso venerdì – spiega Capecchi – abbiamo saputo che l’entrata in vigore, per ciò che riguarda i lavori, era stata rinviata al primo luglio 2015. Questa situazione,ci ha fatto perdere tempo alla ricerca di una soluzione per ovviare all’inconveniente. I lavori saranno comunque conclusi nei tempi previsti, anche per prevenire ulteriori situazioni di dissesto».
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