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Una strada, mille pericoli Proteste per via Arginale

Una strada, mille pericoli Proteste per via Arginale

Collega San Donato a San Romano, è molto trafficata, ma anche poco sicura per chi la percorre ogni giorno. «Stretta e con l’erba alta. È a rischio incidenti»

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SAN MINIATO. Erba alta, vegetazione folta e scarsa visibilità, specie in molte curve. Via Arginale Ovest, a San Donato di San Miniato, si presenta così ai tanti automobilisti che la percorrono ogni giorno nei due sensi di marcia a qualsiasi ora del giorno e della notte. La strada è molto trafficata, ma anche poco curata, come denuncia Mirella Campinoti, che è nata e cresciuta proprio nella frazione sanminiatese. La stessa strada dove nel 1996 morì Giacomo Mostardini, vittima di un incidente stradale in moto, ai cui familiari il Comune di San Miniato ha pagato un rilevante risarcimento. «È una vergogna – spiega la donna – perché ormai si tratta di una strada molto utilizzata da chi va alla stazione di San Romano o da chi va, in senso opposto alla Firenze-Pisa-Livorno o a Santa Croce sull’Arno».

Spazio angusto. Via Arginale Ovest corre lungo l’Arno ed è stretta. Da una parte il fiume, dall’altro il centro abitato. Ma su quest’ultimo versante è stato realizzato anche un altro argine che rende ancora più angusto lo spazio per far passare le auto. «In più ci sono i canneti e l’erba alta che non viene mai tagliata – riprende Campinoti – Prima, dalla parte del fiume, la vegetazione veniva curata e chi percorreva questa strada si rendeva conto del fatto che si trovava a ridosso di un burrone. Ora no, ed è molto pericoloso. Manca l’illuminazione, non c’è la striscia in mezzo della carreggiata che, di notte, permette di orientarsi. Insomma, via Arginale Ovest è insicura a tutti gli effetti».

Com’è cambiata la strada. Nata come un semplice collegamento tra San Donato e San Romano, via Arginale Ovest è oggi un’arteria abbastanza importante per il Comprensorio del cuoio. Permette di raggiungere la stazione di San Romano da Santa Croce sull’Arno ed è molto trafficata. «La conosco bene – dice ancora la nostra lettrice – perché sono nata in questo posto. È nata per un altro carico di circolazione dei veicoli. Sicuramente non è adatta al numero delle auto che girano oggi. Oltretutto, con l’erba alta, quando si affrontano le curve ci si ritrova in angoli ciechi che non ti permettono di vedere quello che c’è dall’altra parte».

Rischio collisioni. Per non parlare, come dice Mirella Campinotti, «di chi percorre questa strada in bicicletta, magari la sera senza fari. Si rischia d’investirli, oppure ci si deve allargare troppo con l’incubo di collisione con auto che viaggiano in senso opposto. Non so di chi sia la competenza, visto che siamo nel Comune di San Miniato, ma anche in un’area a ridosso del fiume Arno, gestito da altri enti. Ma spero tanto che vengano presi provvedimenti per rendere questa strada più sicura».

Andreas Quirici

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