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Addio Danilo Pierotti il vigile urbano buono

CASCINA. Un altro pezzo della storia di Cascina se n’è andato venerdì sera. All’età di 83 anni, infatti, è morto Danilo Pierotti, storico vigile urbano di Cascina. Era malato da tempo e s’è andato...

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CASCINA. Un altro pezzo della storia di Cascina se n’è andato venerdì sera. All’età di 83 anni, infatti, è morto Danilo Pierotti, storico vigile urbano di Cascina. Era malato da tempo e s’è andato accudito amorevolmente dalla compagna con la quale si era legato dopo essere rimasto vedovo 14 anni fa. Le esequie si svolgeranno domani alle 10 nel cimitero nuovo di Cascina. La salma è rimasta esposta a alla cappella del commiato al cimitero di via della Repubblica e lo sarà fino a poco prima del funarale.

Danilo Pierotti è arrivato nel Cascinese nel Dopo guerra, insieme alla famiglia. Originario di Ponte a Signa, l’ex vigile urbano ha vissuto a lungo nel sud della Francia, dove i genitori, che avevano una fabbrica di capelli di paglia, prodotto tipico dell’economia del Fiorentino dell’epoca, si erano trasferiti per portare avanti i loro affari. Danilo ha frequentato proprio in Francia le scuole dell’obbligo, prima di fare rientro in Italia. Nel 1974 è entrato a far parte dei vigili urbani di Cascina e ha mantenuto questa occupazione fino al giorno in cui è andato in pensione, tra l’affetto dei colleghi e delle persone con le quali aveva lavorato all’interno dell’amministrazione comunale.

Personaggio molto conosciuto a Cascina e dintorni, ha svolto il mestiere di vigile urbano fin da subito con grande professionalità, ma anche con tanta umanità, lavorando assiduamente giorno dopo giorno. Chi lo ha conosciuto da vicino lo descrive come una persona di rara sensibilità e gentilezza. Sapeva essere amico di tutti e riusciva a dare consigli, più che sanzionare. Era autorevole e non autoritario sapeva curare l'ordine e il decoro del paese senza gravare sui cittadini. Un signore vecchio stile a tutto tondo che vivrà nel ricordo di quanti lo hanno conosciuto e stimato. Aveva un unico figlio, Stefano, che per un paio d’anni in passato è stato anche collaboratore del nostro giornale.

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