Il Tirreno

Pontedera

Pip: la decisione tra due settimane

Il Consiglio di Stato si riunirà il 29 luglio. Intanto in appello la spunta la Granchi

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POMARANCE. Si riuniranno il 29 luglio i giudici del Consiglio di Stato per decidere sul contenzioso tra la Granchi srl e la Bellabarba & C srl.

Una questione abbastanza complicata e che tira in ballo anche il Comune di Pomarance in conseguenza ad una richiesta di pignoramento degli oneri connessi alla realizzazione del Pip di cui era affidataria la Bellabarba che poi aveva girato in subappalto l’intervento alla Granchi.

Il giudizio del Consiglio di Stato arriva dopo una lunga controversia legale che al momento è arrivata alla sentenza, nel maggio scorso, in corte d’appello di Firenze, della conferma che il dovuto dovrà essere saldato alla Granchi. Ricordiamo che la sospensiva è stata richiesta in attesa della sentenza della corte d’appello che ha ribaltato quanto deciso in primo grado a Livorno.

Nei giorni scorsi il sindaco di Pomarance ha espresso preoccupazione per l’empasse che si è venuta a creare. Tramite il proprio legale a Granchi ha ritenuto di dover replicare evidenziando che «in realtà il Comune sapeva sin dall’inizio di dover versare alla società le somme pignorate - scrive l’avvocato Fabrizio Cossu - avendo preso atto che il pignoramento era precedente al concordato preventivo della Bellabarba. Pertanto Granchi è stata costretta a ricorrere al Tar a causa dell’inadempimento del Comune, che avrebbe potuto risparmiare le spese legali se solo avesse versato immediatamente le somme dovute, perché in tal caso l’eventuale contenzioso avrebbe coinvolto solo le due società».

«Quanto al prolungamento dei tempi per l’ultimazione dei lavori - conclude la nota - sarebbe stato sufficiente risolvere immediatamente il contratto di appalto affidandolo ad altre ditte, senza la necessità di affrontare una trattativa con la Bellabarba. In questa vicenda ci ha rimesso soltanto la società Granchi che ha dovuto affrontare numerosi giudizi per vedere riconosciute le proprie ragioni».

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