Il dolore
L’orto che usa e valorizza la diversità
Inaugurati nella zona di Gello i campi che vengono accuditi dai volontari dell’Asha insieme ai disabili
PONTEDERA. “Usa e valorizza la diversità”. È la scritta che campeggia sulla pedana che conduce verso le coltivazioni. Pomodori, menta e tante altre varietà di ortaggi. Messi uno accanto all’altro nell’orto sinergico. Così hanno deciso di chiamarlo le due professioniste che da un pezzo di terra pieno di arbusti hanno saputo tirare fuori un angolo verde ricco di prodotti alimentari. Mira Tognoni è una naturopata e spiega come cresceranno le piante all’interno dell’orto: «L’irrigazione verrà effettuata a goccia, garantendo un importante risparmio idrico. La paglia sul terreno inoltre farà da isolante termico». Vicino a lei c’è Linda Dell’Agnello, agronoma, che illustra i vantaggia dell’agricoltura sinergica. «Il metodo arriva direttamente dal Giappone e si basa sull’equilibrio della natura. Ogni pianta cresce senza l’utilizzo di concimi e diserbanti, traendo risorse dalla specie confinante. A occhio nudo sembra un bosco naturale, ma dietro c’è un attento lavoro di divisione del terreno». Anche i punti cardinali, infatti, possono determinare la ricchezza di un raccolto. «Per questo motivo – prosegue Dell’Agnello – abbiamo suddiviso l’orto in quattro parti, dando ad ognuna un colore diverso per distinguere i punti cardinali. Una specie si riproduce più facilmente a seconda di dove è posizionata». Ma la sinergia non riguarda soltanto la natura. A fianco degli 8 volontari dell’associazione Giratempo,in collaborazione con Asha e Tutti giù per terra, nell’ambito di un progetto nato nel 2010, ci saranno anche alcuni disabili impegnati negli spicchi di terra confinanti. A pochi passi dal centro sportivo Sporting club diventano contadini anche i rifugiati politici e le famiglie con particolari difficoltà economiche. A fianco dell’Arno l’orto sinergico è soltanto uno dei tanti progetti messi in atto dalla diverse associazioni. Perché qui si valorizza la diversità. (t.s.)
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