Sicurezza
Quel luogo di ritrovo costruito cent’anni fa da 350 lavoratori
Il circolo di Pietroconti festeggia un secolo di vita Il gestore: i tempi sono cambiati, oggi la gente va altrove
PONTEDERA. Dove ieri le massaie del paese lavavano i vestiti oggi c’è un bancone carico di tazzine di caffè fumanti. Poco più in la negli anni ’50 ci giocavano a bocce.
Ora invece lo stesso spazio è stato adibito per il karaoke. Sono intrise di storia le pareti del circolo di Pietroconti, frazione pontederese a una manciata di chilometri dal centro città. Ma guai a definirlo bar (FOTO). Perché nel 1914 i fondatori furono chiari: quel luogo è riservato ai lavoratori. Il termine giusto per definire il locale teatro tutti i giorni di partite di briscola e scopa tra i pensionati del posto è cooperativa.
Le stesse undici lettere che qualche signora di buona volontà 100 anni fa cucì sullo stendardo che ancora oggi fa bella mostra di se accanto al televisore. Tradizione e innovazione a pochi centimetri di distanza. Scherzi del mondo che corre veloce tra le braccia della tecnologia.
Ma che, almeno a Pietroconti, sembra essersi fermato. Quantomeno nello spirito di aggregazione. Lo stesso, a detta degli anziani che tra un asso di fiori e una donna di cuori trovano il tempo per pescare nel cassetto mentale dei ricordi, che univa mattonai e terrazzieri alla vigilia della prima guerra mondiale. Per raccontare tutta la storia di quello che un tempo era il fulcro del dopolavoro paesano non basterebbe un libro. Fondato nel 1914 da 350 tra lavoratori della terra e fabbricanti di mattoni, il circolo di Pietroconti resiste in parte ai bombardamenti del primo conflitto planetario, prima di essere ristrutturato nel 1947. Qui si scambiano storie personali, ci si distrae e, negli anni ’50, si guarda la tv. Perché all’epoca possedere un televisore era praticamente impossibile. Ma al circolo, con i compaesani, era possibile ammirare le prime trasmissioni sul piccolo schermo. E mentre i racconti si accavallano l’uno sull’altro l’occhio casca su una lastra di marmo fissata in alto. Quasi a vegliare i frequentatori. Li sopra ci sono scritti i nomi dei primi fondatori. Anzi i cognomi. Anche l’osservatore meno attento noterà una netta maggioranza di “Ballerini”. E non c’entra la danza. Su quel lastrone ci sono tre generazioni della stessa famiglia. La quarta invece sta sistemando i pacchetti di patatine sugli scaffali. È Pieraldo Ballerini, attuale gestore dell’angolo ricreativo di Pietroconti. «Siamo uno dei circoli più datati in assoluto – dice con aria fiera – e il traguardo dei 100 anni ci riempie di orgoglio». Certo che da quel manipolo di lavoratori sporchi di terra a oggi di cose ne sono cambiate molte. «Purtroppo si, ma la vera scommessa al giorno d’oggi è riuscire a mantenere la stessa passione per il circolo che c’era 100 anni fa». E il “Ballerini” numero 4 della famiglia ci sta riuscendo? «Nel mio piccolo faccio il possibile – spiega il 49enne – ma ormai la modernizzazione è agli estremi. Un tempo era impossibile trovare una sedia libera all’interno del locale la sera dopo cena. Ora a malapena si riesce a organizzare una partita a carte in quattro». Guarda le foto storiche con un velo di nostalgia Pieraldo, che comunque promette battaglia all’inesorabile scorrere degli anni. «Fino a che ci sarò io questo luogo manterrà l’etichetta di un tempo. So che non sarà facile, ma la tradizione è stata e resterà la nostra forza»
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