Il Tirreno

Pontedera

La grammatica al femminile nasce da una prof di Pontedera

Sabrina Chiellini
La grammatica al femminile nasce da una prof di Pontedera

Cecilia Robustelli (linguista e collaboratrice della Crusca) ha presentato il manuale sul linguaggio di genere in Parlamento a Roma

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ROMA. Le donne sono arrivate in gran numero ai ruoli apicali della società e delle professioni. Eppure nell’informazione così come nei documenti istituzionali restano invisibili. La discriminazione di genere che ancora oggi vede le donne in posizione di svantaggio rispetto agli uomini nel lavoro e nel tessuto sociale e familiare si manifesta anche nel modo in cui esse vengono descritte attraverso il linguaggio. Insomma, quella che emerge è una società costruita al maschile.

La donna può essere velina, casalinga, o anche una dottoressa ma solo raramente una architetta, una chirurga, una prefetta o una medica. Per “rimediare” a questo vuoto l’Associazione GiULiA ha presentato un manualetto dal titolo “Donne, e grammatica e media” , scritta dalla pontederese Cecilia Robustelli, docente di linguistica italiana all'università di Modena e che è stato pensato per colmare una lacuna nell’uso che l’informazione fa della lingua italiana. Allora , secondo la “grammatica”,  presentata si può dire ministra, ingegnera, sindaca, e coniugare al femminile altri titoli professionali di solito usati solo al maschile. È una guida consultabile da tutti ma pensata soprattutto per giornaliste e giornalisti.

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Affinché l’informazione rispetti le differenze. Questo volumetto, che ha la prefazione di Nicoletta Maraschio presidente onoraria dell’Accademia della Crusca, è stato presentato questa mattina 11 luglio alla Camera dei Deputati a Roma. Contiene anche un breve vocabolario delle professioni e delle cariche , facile da consultare in caso di dubbi. Durante la conferenza è intervenuta a sorpresa anche la Presidente della Camera Laura Boldrini che si è congratulata per il lavoro svolto e ha ribadito  l’importanza che la lingua si adegui ai cambiamenti della società. «Usare il linguaggio in modo ordinato è una scelta politica» ha detto invitando le donne a fare in modo che venga loro attribuito il titolo che svolgono con la declinazione al femminile.

VIDEO / L'INTERVENTO DI LAURA BOLDRINI

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