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Pontedera

L’Asl rivuole i soldi per le visite non disdette

L’Asl rivuole i soldi per le visite non disdette

Lettere a pioggia: nel mirino chi non si è presentato nel primo trimestre 2013 L’azienda sanitaria conta di recuperare 50mila euro da 1.873 cittadini

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PONTEDERA. Avete prenotato una visita o un esame negli ambulatori dell’Asl ma avete saltato l’appuntamento senza avvisare? Nel giro di un anno vi arriverà la richiesta di pagamento da parte dell’azienda sanitaria della quota composta dal ticket.

«In questi giorni stiamo inviando le lettere che interessano il primo trimestre del 2013», ci fanno sapere dall’Asl 5. Con questa prima tranche si conta recuperare almeno 50mila euro di mancati introiti. L’omessa disdetta da parte del paziente non ha solo una ripercussione dal punto di vista economico ma si riverbera anche sulle liste di attesa.

Eppure ogni mese, in media, dalle 500 alle 700 persone, per quanto riguarda l’Asl pisana, si dimenticano di avvisare al centralino che non potranno presentarsi il giorno e all’ora stabilità. L’ammanco alla fine dei trenta giorni, va dalle 15mila alle 20mila euro.

A seguito di questo problema l’azienda sanitaria ha deciso di non concentrare i rilievi sui mancati pagamenti in un dato periodo dell’anno ma di procedere ad un recupero costante e mensile. «In questo modo - continua la nota dell’Asl - evitiamo di ingolfare i dipendenti dell’ufficio recupero crediti. Abbiamo preferito scaglionare le richieste».

In un anno il numero delle lettere inviate raggiunge e supera quota 8.000 per un ammanco nelle casse pubbliche di oltre 180mila euro. Tirando le somme, sempre in media, ogni giorno 22 visite vengono sistematicamente disertate.

Rispetto alle altre aziende sanitarie della Toscana, l’Asl 5 sta viaggiando a ritmi serrati. Si pensi che, proprio in questo periodo, da Careggi stanno partendo le richieste di pagamento per gli anni 2011 e 2012.

Le missive vengono inviate nel rispetto della legge regionale 81/2012 che prevede che «al fine di consentire una più efficiente gestione delle liste di attesa da parte delle aziende e degli enti del servizio sanitario regionale», il richiedente debba «disdire la prenotazione di prestazioni specialistiche e diagnostico-strumentali almeno quarantotto ore prima della data fissata». Passati i due giorni, scatta la procedura di invio di richiesta bonaria da parte dell’azienda sanitaria.

Chi ricevesse la lettera (che indica il giorno e l’ora della visita o dell’esame disertato) ha tempo fino a sessanta giorni per saldare la quota di ticket non corrisposta. Ovviamente è possibile presentare ricorso.

In questi giorni sui ticket si sta consumando un vero e proprio giro di vite. Poco più di una settimana fa la Guardia di Finanza ha accertato un danno erariale a carico del servizio sanitario regionale, per gli anni dal 2008 al 2013, di oltre tre milioni di euro. Sono stati segnalati decine di professionisti che per le loro condotte omissive o per negligenza nel controllo dei requisiti di esenzione del ticket si presume abbiano causato un danno erariale.

Rino Bucci

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