Il Tirreno

Pontedera

«Con la variante è realtà il consumo zero del suolo»

«Con la variante è realtà il consumo zero del suolo»

Antonelli spiega le sue ragioni rispetto al caso del regolamento urbanistico «Sull’area di Navacchio respingo le accuse. Diventerà attrazione del Made in Italy»

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CASCINA. «Nel nostro caso, il “consumo zero” non è filosofia ma realtà. Con la variante i 44mila metri quadrati previsti nel vecchio regolamento vengono ridotti ad appena 11mila». È uno dei passaggi della risposta da parte del sindaco Alessio Antonelli al caso della variante di monitoraggio al regolamento urbanistico di Cascina in cui si sposterebbero i volumi edificatori da vecchie zone, già comprese nel piano in vigore, ad altre che sono nuove e che avrebbero dovuto entrare non tanto in una variante quanto in un nuovo strumento urbanistico. Come raccontato sul Tirreno alcuni giorni fa.

Apposito bando. Il sindaco spiega che «per le B1 si prevede ancora l’ampliamento e il recupero con il cambio d’uso. Per le nuove costruzioni in zone B, invece, verrà effettuato apposito bando pubblico caratterizzato dalla sostenibilità ambientale dei nuovi edifici». In più sottolinea che «abbiamo spostato volumi edificatori dai terreni agricoli delle vecchie zone C, alle già presenti aree dismesse della fornace Settesoldi, della fornace Quaglierini e della ex mostra del mobilio, che saranno così recuperate. Non facciamo più costruire su terreni agricoli e restituiamo ai cittadini zone morte della città».

Accuse respinte. Sull’area produttiva di Navacchio Antonelli rinvia mittente le accuse sulla “presunta fuga da parte di ignoti di notizie riservate a favore e vantaggio di soggetti privati”. «La previsione dell’ampliamento dell’area commerciale ed artigianale è l’unico modo per governare con giudizio l'utilizzo del territorio, senza improvvisare quando si presentano importanti investitori privati. L’area di Navacchio è oggi entrata in una seconda, importantissima fase in cui dobbiamo essere pronti a recepire e incanalare proposte d’investimento. Il polo commerciale rappresenta un’attrattiva per gli investitori. Dobbiamo avere la capacità fare di quest’area un polo di attrazione per gli utenti dell’aeroporto Galilei, puntando sul ‘made in Tuscany’ e sulla qualità dei prodotti».

Auspicio d’indagini celeri. Riguardo alle verifiche della guardia di finanza per la coincidenza temporale con la discussione e l’approvazione della variante, il sindaco ribadisce «l’auspicio per una celere conclusione delle indagini, cui, su proposta di questa giunta, abbiamo contribuito fattivamente distaccando presso la Procura un nostro vigile urbano. Siamo i primi a voler far chiarezza e pretendere la massima trasparenza».

La perequazione. Rispetto al fatto che la fornace Settesoldi, fornace Quaglierini e Mostra Mobilio sarebbero tre nuove zone non comprese tra gli obiettivi iniziali del regolamento urbanistico, Antonelli sottolinea che «queste aree erano già presenti nel vecchio regolamento e inserite, anch’esse, nel programma. Ritorna qui il concetto della perequazione all’insegna della rigenerazione urbana».

Non è camuffato niente. Antonelli respinge anche l’accusa mossa da alcuni addetti ai lavori che hanno parlato di “un nuovo regolamento urbanistico camuffato da variante di monitoraggio”: «Nessun camuffamento. La Regione non ha espresso dubbi sulla correttezza dell’impostazione generale». Ospedaletto, invece, «è una zona già discussa e approvata che niente ha a che fare con la variante».

Ai socialisti dico che... Il Partito socialista, riguardo al caso della variante, ha detto che «si tutelano gli interessi di pochi». Antonelli si chiede se «la loro scelta di far parte della coalizione di governo non sia stata dettata da una mera convenienza politica piuttosto che dalla reale condivisione dei principi e degli obiettivi programmatici.

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