Il dolore
Morto il project financing pronto il funerale in aula
SANTA MARIA A MONTE. “Complesso di riqualificazione del capoluogo. Revoca dichiarazione pubblico interesse. Approvazione”. È con queste dieci parole che stasera, in occasione di un consiglio comunale...
SANTA MARIA A MONTE. “Complesso di riqualificazione del capoluogo. Revoca dichiarazione pubblico interesse. Approvazione”. È con queste dieci parole che stasera, in occasione di un consiglio comunale aperto convocato nell’auditorium dell'istituto Carducci dalle ore 21,15, si concluderà la vicenda politica più battagliata della storia recente del comune, durata quasi 20 anni. È in quell'occasione, infatti, che si metterà fine al quel grande progetto, da attuarsi tramite project financing, che comprendeva l'ormai noto parcheggio sotterraneo in piazza della Vittoria sul quale hanno “ballato” almeno due legislature. Un atto, la revoca del pubblico interesse, che la maggioranza ed il sindaco oggi rivendicano come una «missione compiuta» e che ha visto, nel passaggio preliminare in commissione, anche il voto favorevole dello stesso Partito Democratico, che per anni è stato il più accanito promotore di quel progetto. «Una decisione in realtà in linea con le posizioni con le quali il Pd si era presentato alle elezioni – spiega il capogruppo Pd Antonio Torrini –. Quel progetto ormai è morto e non ha senso mantenerne intatti i vincoli urbanistici. Vera sfida di chi governa oggi il comune sarà invece quella della riqualificazione: ci misureremo su questo».
La storia. Quattro lustri attraversati da polemiche, modifiche e colpi di scena. Anni Novanta: si pone per la prima volta la questione del rilancio urbanistico del centro; viene organizzato un concorso di idee; vince il progetto dell’architetto Italo Rota. Nel 2001 il progetto per il centro storico comprende una serie di opere, tra cui il parcheggio interrato. Nel 2003 si parla di un interesse del Consorzio Etruria. Il progetto, da attuare con project financing, prevede un investimento di 12 milioni (di cui 1,5 pubblici). Nel 2005 viene richiesta una revisione del progetto. Si parla di “progetto a costo zero” per le casse pubbliche. Nel 2006, con la concessione al soggetto promotore delle ex scuole di San Sebastiano, si delinea nei dettagli il progetto a “costo zero”. Nel gennaio 2008 le ex scuole, soggette ad un referendum per la creazione di un centro per anziani, escono dal project. Tramonta l'ipotesi “a costo zero”. In febbraio viene votata la pubblica utilità per le aree interessate. In marzo si presenta il piano: 21 milioni di euro di investimenti; spesa per il Comune di 3,3 milioni da pagare in rate da 500mila euro per 6 anni. In aprile vince le elezioni Davide Turini. In maggio le prime fratture nella maggioranza: Francesco Lazzeri (Comunisti Italiani) dichiara la sua autonomia e nasce il “Comitato per la salvaguardia del centro storico”, forte di 1.200 firme. Nel gennaio 2009 Filippo Betti (Comitato Colline), Francesco Lazzeri (PdCi) e Simone Grossi (Rifondazione Comunista) votano un documento sul project alternativo a quello della maggioranza. In marzo Lazzeri si dimette dal consiglio e in aprile Prc e Colline lasciano la maggioranza. Resta il Partito Socialista, che uscirà di fatto dalla maggioranza nei mesi successivi. In novembre la conferenza dei servizi dà il via libera al progetto. Ma nel 2011 la situazione economica del Consorzio Etruria va progressivamente peggiorando e, dopo le dovute consultazioni, la maggioranza ne prende atto anche in consiglio. Il progetto naufraga, la pubblica utilità sui terreni resta e diventa elemento di scontro in campagna elettorale. Un anno fa, la coalizione alternativa al Pd, guidata da Ilaria Parrella, conquista il Comune. E fra i primi impegni c’è anche il ritiro della pubblica utilità.
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