Il Tirreno

Pontedera

Partita la raccolta delle firme per i gazebo in centro

di Tommaso Silvi
Partita la raccolta delle firme per i gazebo in centro

L’iniziativa fino al 7 settembre lungo corso Matteotti Riserbo sul faccia a faccia tra il sindaco e la sua vice

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PONTEDERA. L’incontro c’è stato. Il sindaco Simone Millozzi e la sua vice Angela Pirri si sono parlati a lungo negli uffici di Palazzo Stefanelli ieri mattina. Una chiacchierata chiarificatrice in merito alla dichiarazioni della 38enne con delega al commercio, che qualche giorno fa, di fronte ai commercianti, aveva avanzato l’idea di tenere i gazebo fuori dai locali per 12 mesi l’anno.

Poi la smentita del primo cittadino, che con toni decisi aveva chiuso la porta a una “Pontedera da bere”, esprimendo il suo personale dissenso alla trasformazione della città in un “aperitivificio”. Le parole di Pirri però hanno lasciato strascichi. Soprattutto nell’opposizione comunale di centrodestra, in prima linea per l’allestimento permanente di tavolini fuori dalle attività di Corso Matteotti.

E mentre Pirri e Millozzi si chiudono dietro al “no comment” in attesa di decisioni ufficiali, Fratelli d’Italia-An coglie la palla al balzo, posizionando, da ieri sera fino al 7 settembre, uno stand in piazza Curtatone Montanara con l’obiettivo di raccogliere le firme dei cittadini favorevoli agli allestimenti esterni anche d’inverno. Un’iniziativa che ha catturato l’attenzione di molti pontederesi presenti in città in occasione dell’ apertura serale dei negozi. Ed è proprio passeggiando per Corso Matteotti che si incontrano decine di giovani pronti a dire la loro sulla questione gazebo.

«Sarebbe una mossa vincente per i cittadini e per i commercianti – spiega Gianmaria Altamura, che prosegue – le sere d’inverno Pontedera resta deserta e noi giovani siamo costretti a prendere la macchina per andarci a bere qualcosa in compagnia». Aperitivi all’aperto per sempre, in modo da riempire le vie del centro cittadino. Perché se la gente esce a divertirsi Pontedera diventa anche più sicura. «Quando a gennaio i bar chiudono alle 20 o alle 21 ho paura a passeggiare da sola. In giro non c’è nessuno. Con i gazebo fuori dai locali circolerebbe più gente. Sarebbe meglio per tutti», dice Giulia Nahi.

Ma c’è anche chi ne fa una questione di comodità, come Alessio Murano: «D’inverno si può stare solo all’interno dei locali e se ci sono troppe persone manca lo spazio per muoversi. Tavolini e sedie all’esterno, magari con un fungo che diffonde calore, garantirebbero un angolo in più dove scambiare due chiacchiere tra amici».

I giovani quindi hanno già scelto da che parte stare. E la loro non è una battaglia politica o una presa di posizione strategica. I ventenni della Valdera sognano un centro animato e vivace. Simile a quello delle grandi città.

«Gli allestimenti esterni non sarebbero una novità. Si trovano dappertutto ormai. Quando sai che fuori dai locali puoi starci solo in piedi e al freddo – conclude Ilaria Gasperini – non ti viene nemmeno voglia di uscire».

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